Deputato

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel D'Alema I e nell'Amato II, si è occupato soprattutto dei diritti delle minoranze linguistiche. Alla Camera dal 1996, è componente della commissione Affari Costituzionali
profilo

biografia

Dopo la maturità classica, Gianclaudio Bressa ha lavorato per vari anni come consulente aziendale ed ha fatto politica con la Democrazia Cristiana. Dopo lo scioglimento della DC e la fondazione del Partito Popolare Italiano, nell'elezioni politiche del 1996, è stato eletto deputato. È stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel primo governo D'Alema e nel secondo governo Amato, occupandosi soprattutto dei diritti delle minoranze linguistiche. Dopo aver confermato il suo seggio a Montecitorio nelle politiche del 2001, nelle liste della Margherita, è stato vicepresidente della Commissione affari costituzionali. È stato inoltre sindaco di Belluno ed ha scritto il libro Quel "pasticcio brutto" della riforma costituzionale. 164 motivi per non volerla (2005), in riferimento al tentativo di riforma costituzionale della Casa delle libertà. È stato eletto per la terza volta alla Camera dei deputati nel 2006 con la lista dell'Ulivo, nella circoscrizione Trentino-Alto Adige-Südtirol. È presidente della Commissione dei Sei per l'autonomia della provincia autonoma di Bolzano e uno dei vicepresidenti del gruppo parlamentare dell'Ulivo-Partito Democratico. Confermato alla Camera alle politiche del 2008, è componente della commissione Affari Costituzionali. Alcune speranze sul futuro nel cammino verso la specificità della Provincia di Belluno vengono riposte su Bressa proprio perché facente parte della Commissione dei Sei, tale esperienza si spera venga poi sfruttata positivamente per un aiuto concreto ai propri concittadini, ovvero i bellunesi.

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