Rosy Bindi

Deputata - Presidente Commissione Antimafia

Vicepresidente nazionale dell'Azione cattolica (1984-89). Eurodeputato nel 1989, eletta alla Camera dal 1994. Tra i promotori dell'Ulivo. Ministro della Sanità (1996-2000), vara la riforma del SSN. Nel 2006 è Ministro delle politiche per la Famiglia, realizza la 1^ Conferenza nazionale della Famiglia.
profilo

biografia

Vicepresidente della Camera dei deputati e Presidente del Comitato di vigilanza sull'attività di documentazione. Presidente dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico. Nata a Sinalunga in provincia di Siena, il 12 febbraio 1951, laureata in Scienze politiche alla Luiss e ricercatrice in diritto amministrativo, Rosy Bindi si affaccia alla politica attiva nel 1989, quando viene eletta per la Democrazia cristiana al Parlamento europeo, nella Circoscrizione Nord-Est con 211.000 preferenze. 

Una scelta maturata dopo una lunga militanza nell’Azione cattolica a cui si era iscritta giovanissima e di cui diventerà, tra ’84 e l’89 Vicepresidente nazionale. Nell’AC respira il clima di riscoperta religiosa del Concilio Vaticano II e partecipa al rinnovamento dell’associazione guidata da Vittorio Bachelet. Il 12 febbraio del 1980 è al fianco del Vicepresidente del Csm quando viene colpito a morte da un commando delle Brigate rosse. In poco meno di un decennio, tra il ’92 e il ’99, si impone come una delle figure di spicco della nuova politica italiana. 

Segretaria della Dc in Veneto, prende le distanze da Tangentopoli e promuove la nascita del Partito popolare italiano. Eletta alla Camera dei deputati nel ’94, conduce una ferma opposizione al primo governo Berlusconi. Con Nino Andreatta e Romano Prodi è tra i promotori dell’Ulivo e lavora alla creazione di una nuova alleanza di centrosinistra. Dopo la vittoria elettorale del ’96 è Ministro della Sanità nel primo governo Prodi, incarico confermato fino alla primavera del 2000, e realizza un’importante riforma del Servizio sanitario nazionale. Rieletta, nel 2001, alla Camera dei deputati nelle liste dell’Ulivo (collegio uninominale della Valdichiana in Toscana) è tra i più convinti promotori dell’evoluzione dell’Ulivo da alleanza elettorale a vero e proprio soggetto politico. 

Con questo obiettivo ha sostenuto la nascita della Margherita, di cui diventa responsabile per le politiche sociali. Da sempre impegnata nel dialogo tra laici e cattolici ha promosso la collaborazione e l’unità politica tra le forze democratiche e riformatrici favorendo in modo determinante la nascita del Partito democratico. Schierata contro la guerra in Iraq, in Parlamento si batte contro i tentativi di stravolgere la Costituzione e limitare i diritti di cittadinanza, contro le leggi ad personam e l’attuale sistema elettorale. Rieletta alla Camera nella circoscrizione della Toscana nelle elezioni del 2006, è nominata Ministro per le Politiche per la Famiglia nel nuovo governo Prodi. In questa veste, organizza la Prima Conferenza nazionale della Famiglia (Firenze, maggio 2007) e istituisce il Premio “Amico della famiglia” (2008). 

Tra le voci più autorevoli e convinte della nascita del Partito Democratico, si candida alle primarie del 2007 per la segreteria del partito, arrivando seconda con quasi mezzo milione di voti. Nelle politiche del 2008 viene eletta deputato nelle liste Pd della Toscana, ed è eletta Vicepresidente dell’Assemblea. Nelle primarie del Pd del 2009 ha sostenuto la candidatura di Pier Luigi Bersani e il 7 novembre 2009 è stata eletta Presidente dell’Assemblea nazionale del Pd. È autrice di tre libri: "La salute impaziente" (Jaca Book, 2005), "Intervista sulla famiglia" (La Scuola, 2007), "Quel che è di Cesare" (Laterza, 2009).

Deputata - Presidente Commissione Antimafia