unioni civili
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“Siamo a una prova decisiva per il progresso dei diritti civili in Italia, e non ci vorrà molto per vedere se i grillini vorranno portare davvero il loro contributo”. Lo afferma la vicesegretaria del Debora Serracchiani, commentando la decisione di Beppe Grillo di lasciare libertà di coscienza ai parlamentari M5S sul voto agli emendamenti al ddl Cirinnà, incluso quello sulla stepchild adoption.

 

“Diamo ai grillini – prosegue – il benvenuto nell’età adulta della politica, in cui non esiste solo un mondo in bianco nero, ma ci si deve confrontare con la complessità e governarla. Resta un fatto indiscutibile: al di là di annunci e proclami su passi indietro o di lato, Grillo – conclude Serracchiani – ha sempre l’ultima parola, è il capo e basta”.

E su twitter Serracchiani scrive:

 

 

 

Sulla questione anche Luigi Zanda, capogruppo del Pd al Senato che dice: “bene Grillo ma la legge si farà”.

“La decisione di Grillo di lasciare libertà di voto sui punti delicati del ddl sulle Unioni civili è giusta. Da sempre il Pd lascia libertà di voto ai suoi parlamentari quando sono in gioco valori etici o decisioni sulla persona”.

 

“Resto convinto – aggiunge – che una discussione seria sul merito della legge senza ostruzionismi e caterve di voti segreti strumentali possa aiutare a trovare un’ampia convergenza su una legge che anche ieri l’Europa ci ha incoraggiati ad approvare rapidamente”.

 

“Il Parlamento è maggiorenne e si confronterà liberamente anche sull’articolo 5. L’importante è che i partiti si assumano la loro responsabilità per il voto finale di una legge storica per i diritti civili”. E’ quanto dichiara il senatore del Pd Andrea Marcucci.

“Beppe Grillo con il consueto ritardo ha optato per la decisione assunta responsabilmente da Matteo Renzi – sottolinea l’esponente dem – in Aula si confronteranno così le diverse opzioni possibili sull’articolo 5. Certo è che sulla step child il lavoro fatto dal Pd in commissione ed in Aula è’ serio ed equilibrato. Non ci sarà escamotage possibile per rinviare ancora una volta le unioni civili”, conclude Marcucci.