unioni civili

 

Ok unanime da parte dei senatori del Partito democratico al ddl Cirinnà. L’assemblea dei senatori democratici a Palazzo Madama si è espressa senza alcun voto contrario sul test riguardante le unioni civili. Secondo il capogruppo Luigi Zanda “si profila una riduzione molto consistente degli emendamenti, e il voto potrebbe arrivare per metà febbraio”.   “I senatori del Pd non hanno alcun interesse per i voti segreti. Esprimeremo le nostre posizioni, anche diverse, alla luce del sole, in modo pubblico e trasparente, come l’abbiamo espresse nelle nostre assemblee e in ogni sede”, ha precisato Zanda, aggiungendo: “Non mi piace parlare di ‘ordine sparso’. Una definizione che è la pessima traduzione della libertà di voto su questioni su cui qualsiasi partito, che si dica democratico, deve lasciare liberi i suoi parlamentari”.

 

 


“È importantissimo il segnale arrivato dal voto all’unanimità del gruppo del Pd al Senato. Il voto del gruppo al Senato di oggi conferma che per noi la legge è un punto irrinunciabile che il dialogo e l’ascolto con tutti continuerà, grazie anche ad un lavoro emendativo, ma che non si può declassare la natura della legge con tutti i diritti sociali e civili in essa contenuta”. Lo afferma la responsabile Diritti del Pd Micaela Campana al termine dell’assemblea dei senatori Dem sulle unioni civili rimarcando come il Pd non sia “interessato al voto segreto perché i senatori hanno già espresso limpidamente e responsabilmente la propria posizione. Il Pd riconoscerà alle coppie omosessuali che si amano e che vogliono costruire un futuro comune, diritti e doveri, colmando un ritardo inaccettabile. I legislatori tutti devono essere all’altezza della nostra Carta Costituzionale”, prosegue Campana sottolineando come “sia in corso una preziosa opera di interlocutoria tra il nostro capogruppo e gli altri gruppi parlamentare per ridurre gli emendamenti oggi sul tavolo. Sarebbe un risultato importantissimo”.

 

Sempre in giornata, al termine della bicameralina Pd composta da 5 deputati e 5 senatori e presieduta da Campana, la responsabile Diritti nella segreteria nazionale del Pd, aveva spiegato: “Sull’articolo 5” sulla stepchild adoption “abbiamo un emendamento che esplicita come il testo depositato non preveda alcun automatismo sull’adozione ma evidenzia il ruolo del giudice cosa già prevista del testo. Esistono ancora riflessioni diverse, ma la mia volontà è quella di continuare il dialogo e l’ascolto fino alla fine, per portare il Pd compatto al voto, allargare il consenso delle forze politiche partendo da quelle che già hanno sostenuto e sostengono il testo, supportare i contributi che vanno nella direzione di rafforzare l’impianto della legge depositato al Senato. Saranno i gruppi ad esprimere le modalità e i percorsi nei prossimi giorni, fermo restando la possibilità di esercitare il voto di coscienza, il partito democratico avrà un’indicazione di voto che parte da queste considerazioni”.

 

In merito alla bicameralina, Campana aveva sottolineato di aver rilevato un “clima molto positivo. Partiamo dall’indicazione chiara che è arrivata dalla direzione nazionale di venerdì scorso, per cui il Pd deve dotare questo paese di una legge sulle unioni civili. I legislatori hanno il dovere di essere all’altezza della carta costituzionale”. Nel corso della riunione, ha spiegato ancora Campana, “abbiamo visionato e approfondito gli emendamenti del Pd. Abbiamo fatto un ulteriore sforzo per eliminare dal campo tutti i dubbi di incostituzionalità esplicitando ancora di più la distinzione tra matrimonio e unione civile (riducendo la tecnica dei rimandi automatici) senza intaccare minimamente i diritti sociali e civili in essa contenuti”.

“Il gruppo del PD al Senato ha approvato all’unanimità l’impianto della proposta di legge Cirinnà sulle unioni civili, ribadendo il principio della libertà di coscienza sugli emendamenti relativi alla stepchild adoption.

Quello dei colleghi senatori è un voto importante in primo luogo perché valorizza l’unità del PD sulla sostanza del provvedimento lasciando spazio, nei prossimi giorni, anche alla ricerca di soluzioni più condivise sugli argomenti ancora oggetto di confronto”. Così la vice presidente della Camera Marina Sereni.

“La società è cambiata, il tema di come garantire i diritti alle coppie che convivono, omosessuali ed eterosessuali, è da troppo tempo sul tavolo della politica e delle istituzioni italiane”, continua.

“Il nostro Paese in Europa è ormai l’unico a non avere una legislazione che corrisponda ai principi affermati nella Carta dei Diritti, mentre la Corte Costituzionale ci indica la necessità di un istituto distinto dal matrimonio, ma che garantisca alle coppie omosessuali gli stessi diritti e doveri delle altre coppie. Personalmente, non ritengo che avere un figlio sia un diritto che può essere soddisfatto ad ogni costo… Penso invece che di fronte ai bambini che ci sono, che vivono con due mamme o due papà, noi dobbiamo trovare soluzioni pragmatiche che garantiscano loro di essere accuditi e tutelati di fronte ai casi della vita.

Le piazze di sabato scorso, così come quella di sabato prossimo – conclude – testimoniano sensibilità e punti di vista diversi. A noi, alla politica e in particolare al PD, spetta di ascoltare con rispetto tutte le opinioni e poi di dare finalmente una risposta che ci faccia recuperare un ritardo non più sostenibile sul terreno dei diritti civili”.