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“Si, fare la pastora è anche un lavoro da donna. Sono in molte a svolgere questo lavoro, e lo fanno bene.

L’8 marzo è anche una giornata per azioni simboliche, per non lasciare sole le donne coraggiose sotto minaccia. Per questo ho depositato proprio oggi una interpellanza urgente alla Ministra degli Interni e al Ministro per le politiche agricole, sul caso di Assunta Valente, allevatrice di Vallerotonda, nel Frusinate, che da due anni subisce pesanti minacce personali e danni alla propria azienda, con distruzioni, uccisioni dei suoi animali, tagli alle gomme dei mezzi agricoli, avvertimenti di stile mafioso, gesti finalizzati a farle abbandonare l’attività ed il terreno per il quale ha un regolare contratto di affitto”.

E’ quanto annuncia Susanna Cenni, Vice Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, e responsabile Agricoltura del Pd

“Non è la prima azienda minacciata, e sulla circostanza aleggia, secondo alcuni servizi giornalistici, l’ombra inquietante della mafia dei pascoli. Non sta a me dire se questo corrisponde al vero, ma è chiaro che attorno a lei sono in atto intense attività di intimidazione, isolamento e denigrazione anche perché donna”, prosegue Cenni

“Assunta Valente è una imprenditrice che ama il suo lavoro ed il suo territorio. Assunta fa bene il suo lavoro, ha ricevuto riconoscimenti importanti ed è tra le protagoniste del Docufilm “in questo mondo” sulle donne pastore del nostro Paese realizzato da Anna Kauber e pluripremiato. Assunta non deve essere lasciata sola a combattere questa battaglia, e non lo sarà.

Con l’interpellanza abbiamo voluto chiedere al Governo un impegno in termini di vigilanza, ed una vicinanza, a lei e alle tante altre donne che svolgono lavori complicati, duri, spesso in luoghi in cui non è affatto semplice lavorare. L’interpellanza è stata sottoscritta da moltissime colleghe del Pd a partire dalla Presidente del Gruppo Pd Debora Serracchiani, la portavoce nazionale delle Democratiche, Cecilia d’Elia, la capogruppo Pd in Commissione Agricoltura Antonella Incerti.
Ad Assunta hanno detto che svolge un lavoro non adatto “alle donne”. Noi invece pensiamo che ogni lavoro sia adatto agli uomini e alle donne, e che il diritto a svolgerlo vada tutelato, cosi come andava tutelata Agitu Gudeta. Ed è anche ricordando Agitu -conclude Cenni- che oggi vogliamo che Assunta non resti sola”.