Martina Foggia braccianti

Eccola, la “pacchia”: un furgone rovesciato, dodici braccianti agricoli, quasi tutti di origine africana, morti. È il secondo incidente stradale in poco più di 48 ore, nell’altro di morti ce ne sono stati quattro. Incidenti dove sono protagonisti furgoni vecchi, stipati oltre misura, lamiere e motori che servono da “corriere degli schiavi”, che portano i braccianti scelti dai ‘caporali’ a lavorare per pochi euro al giorno.
 

Pd pronto a sostenere lotta al caporalato

A Di Maio che, in merito alla lotta al caporalato, aveva dichiarato: “Non dobbiamo fare nuove leggi, che ci sono già. Ma lo Stato oggi non è attrezzato per controllare la trasgressione e la violazione della legge. Sto pensando a un provvedimento urgente, quello di fare un concorso straordinario per gli ispettori del lavoro. Ne servono di più”, ha risposto dalla Puglia il segretario del Pd Maurizio Martina: “Da Foggia io dico chiaro e forte al presidente Conte e ai ministri Salvini e Di Maio che noi ci siamo sempre nella lotta al caporalato. Ci chiamino e noi ci saremo”.
 
Bisognerebbe, allora, ricordare quel che dissero neanche due mesi fa, i capi della Lega, Salvini e Centinaio a proposito della legge sul caporalato, voluta dal governo Renzi ed entrata in vigore il 3 novembre 2016. Secondo il ministro per le Politiche agricole “la legge sul caporalato va decisamente cambiata”, stessa posizione anche dal ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha detto: “Invece di semplificare complica”.
 

Caporalato, le leggi ci sono e vanno applicate, non smantellate

Martina ha rilanciato, aggiungendo: “Portino in Parlamento provvedimenti immediati e noi faremo la nostra parte. Le leggi ci sono e vanno applicate, non smantellate. L’attività di prevenzione in particolare per trasporti e alloggi sicuri e legali va rafforzata ancora come le azioni ispettive”.
 
Il segretario Pd ha sottolineato che “negli ultimi tre anni abbiamo fatto passi importanti: la legge di contrasto al caporalato ha permesso un aumento di controlli molto significativo”, ma ha anche aggiunto che “non basta”, poiché “bisogna aumentare le attività preventive. Se il governo è in grado di proporre una azione che aumenti subito le forze in campo degli ispettori del lavoro, noi la sosterremo senza se e senza ma”.
 
Insomma, il Pd lavora per l’Italia, non per una opposizione fine a se stessa e il segretario Pd lo ha voluto ribadire, mettendo in guardia da chi vorrebbe smantellare anziché rafforzare la legge.
 
“Io chiedo al governo – ha detto Martina – di non smantellare quanto fatto fino ad ora ma di migliorarla. Noi dobbiamo tutti insieme migliorare queste azioni. Io sono qui per proporre al governo un patto di lavoro che superi le divisioni politiche e unisca le forze di tutti noi per combattere questa piaga”.