Siccità sul Fiume Po
La siccità sul fiume Po

“Dobbiamo correre, non abbiamo più tempo. Alcune regioni del Nord Italia e del Centro stanno per chiedere lo stato di calamità. La siccità non è un’emergenza, ma è il frutto del ritardo con il quale si è preso atto della crisi climatica in atto: aumento delle temperature, riduzione molto significativa delle coperture nevose, variazione delle piogge e, non da ultimo, la mancanza, ancora oggi, di una legge per contrastare il consumo di suolo“.

È quanto ha dichiarato Susanna Cenni, responsabile agricoltura nella segreteria del Pd e vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera.

“Ecco il Pnrr ci consente di provare efficacemente a recuperare questi ritardi – ha aggiunto Cenni – se è chiaro che non siamo di fronte a un’emergenza da combattere ma che la necessità è quella di cambiare le nostre politiche, con una visione a medio e lungo termine. Per la prima volta abbiamo moltissime risorse: nel Pnrr ci sono 880 milioni per la struttura irrigua in agricoltura a cui sono stati aggiunti circa 400 milioni in legge di bilancio e altri stanziamenti per questa finalità”.

“Entro settembre devono essere fatti i decreti per l’assegnazione e la liquidazione delle risorse. Sempre nel Pnrr ci sono risorse per la riduzione delle perdite e ancora 500 milioni per innovazione, modernizzazione e meccanizzazione in agricoltura. Accanto a queste grandi infrastrutture va avviato un piano di invasi piccoli e medi a servizio degli agricoltori, che tradizionalmente si servivano di bacini per l’autoapprovvigionamento idrico, e che può costituire una risposta rapida e di facile realizzazione”, conclude Cenni.