Imagoeconomica

“Oggi è una giornata importante per chi vuol bene all’Italia, al suo paesaggio, al suo ambiente: la Camera ha approvato la legge per il contenimento del consumo di suolo e la valorizzazione delle aree agricole. Un provvedimento da tempo atteso e mai arrivato a questo traguardo, il cui fine è quello di limitare il consumo di territorio nella Penisola. L’obiettivo è quello di azzerare entro il 2050 il consumo di suolo, così come ci invita a fare l’Europa, e al stesso tempo dare un forte impulso agli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, pur senza paralizzare l’attività di pianificazione dei Comuni e gli interventi già in corso”.

Lo dichiara dopo il voto finale in Aula a Montecitorio Chiara Braga, deputata responsabile Ambiente del Partito Democratico, relatrice della legge contro il consumo di suolo per l’VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici.

 

“Una superficie – continua Chiara Braga – che nell’arco di una giornata corrisponde a circa 80 campi da calcio e che ha fatto salire al 7% del territorio nazionale la quota di suolo “consumato”. Un dato allarmante per un Paese dal territorio fragile dal punto di vista idrogeologico e ad alto rischio sismico come il nostro. A tal proposito la legge introduce il principio fondamentale secondo cui i Comuni, nelle loro scelte di pianificazione, dovranno fornire un’adeguata motivazione rispetto a nuove scelte di espansione, dando priorità assoluta alla rigenerazione delle aree già urbanizzate. Si assegna, poi tra l’altro, una delega specifica al governo, da esercitare entro 9 mesi, per semplificare le procedure per gli interventi di rigenerazione delle aree urbanizzate degradate, si consente la demolizione e la ricostruzione di edifici a bassa classe energetica per sostituirli con edifici più efficienti, viene stabilito un regime di favore sugli oneri di urbanizzazione per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Una positiva novità è poi la redazione di un censimento comunale degli edifici sfitti, non utilizzati o abbandonati al fine di creare una banca dati del patrimonio edilizio pubblico e privato inutilizzato, disponibile per il recupero o il riuso.

 

Questa legge – conclude Chiara Braga – pur avendo subito un rallentamento per l’ampio dibattito che questo tema ha sollevato, testimoniato anche dalla grande quantità di emendamenti esaminati e discussi in queste settimane, raccoglie positivamente il messaggio lanciato ad EXPO 2015 e quello della Carta di Milano, puntando non solo verso una maggiore tutela della risorsa suolo, ma anche verso un nuovo e più efficace approccio alla rigenerazione urbana di cui il nostro Paese ha grande bisogno. Mi auguro ora che l’iter di approvazione al Senato sia celere per dare all’Italia strumenti nuovi e certi per la salvaguardia e la valorizzazione del suo fragile territorio e per accompagnare la riconversione “ecologica” di un settore prioritario per l’economia nazionale quale è quello delle costruzioni”.