«Questo è un governo di falsari, di bugiardi, di gente poco seria, che ha raccolto consenso su promesse che non può mantenere», dice tutta d’un soffio la renziana pugliese Teresa Bellanova, ex viceministra allo Sviluppo economico nel governo Gentiloni.
 

Cosa non le va giù?

 
«Ho preso troppi insulti in passato da questa gente, i Di Maio, le Lezzi, sulle politiche ambientali. Ma se ci tenevano così tanto perché non hanno fatto subito un decreto per cambiare le cose? Questa è l’ipocrisia».
 

Il ministro Costa dice di avere ereditato una situazione dalla sinistra “cosiddetta amica dell’ambiente”.

 
«Stiamo ai fatti. Stiamo parlando di nuove autorizzazioni alle ricerche di idrocarburi: le prospezioni. Ebbene, io, prima di autorizzare le richieste avanzate dall’allora ministro Galletti, volli istituire una commissione di esperti per capire se era possibile usare tecniche alternative e l’impatto che avrebbero avuto sulla costa. Gli esperti consigliarono una serie di adempimenti alle imprese, che avrebbero reso le loro ricerche scarsamente convenienti».
 

Il nuovo governo avrebbe potuto fare un decreto per dire no alle imprese?

 
«Assolutamente. Invece non l’hanno fatto. Non solo. Hanno autorizzato le imprese senza tenere conto dei vincoli della Commissione di esperti».
 

L’ultima parola a chi spetta nella procedura?

 
«Al Mise».
 

Quindi il caso è chiuso?

 
«Se il Mise dice sì, il ministero dell’Ambiente non può mettersi di traverso».
 

Costa dice «che i permessi dati in questi giorni dal Mise sono purtroppo un compimento amministrativo obbligato».

 
«Non è vero. Potevano opporsi. Come perl’Uva o la Tap. Dov’è la loro coerenza? M’insultarono quando varai la Commissione, persino il governatore Emiliano disse che era troppo poco».
 

A cosa servono le prospezioni?

 
«A verificare se ci sono le condizioni per passare alle trivellazioni».
 

Il referendum sulle trivelle è passato alla storia per quello del ciaone. Il Pd si deve rimproverare qualcosa sulla condotta ambientale?

 
«No, il referendum era per non bloccare le autorizzazioni già esistenti. Ma qui ne hanno autorizzate di nuove».