Si è tenuto a Treia, nelle Marche, il Seminario Estivo di Symbola, promosso insieme a Unioncamere, Camera di commercio di Macerata, Regione Marche e città di Treia.

“Un’occasione importante per riflettere sulla missione del Paese, su quale sia lo spazio dell’Italia nel mondo. Non possiamo competere con i Paesi emergenti puntando sui bassi prezzi, sui bassi diritti e sul dumping sociale e ambientale. Al contrario l’Italia è forte e competitiva se scommette sui suoi talenti, sulla forza dei territori, su ciò che la rende unica: bellezza, cultura, qualità, innovazione, coesione sociale, green economy”. Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola e deputato PD.

Per Realacci. “Expo 2015 può essere l’occasione per raccontare questa Italia: capace di dare senso e forma ad un’economia a misura d’uomo, orientata alla sostenibilità e alla sobrietà. E di lanciare un importante segnale alla volta della COP 21 di Parigi”.

Hanno partecipato fra gli altri anche i ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, e degli Esteri, Paolo Gentiloni, il viceministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, la vice presidente del Senato Valeria Fedeli, il responsabile della Struttura di missione Italia Sicura Erasmo D’Angelis, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello, il segretario generale di Unioncamere, Claudio Gagliardi; la presidente di Terna nonché Amministratore delegato di Novamont Catia Bastioli; Aldo Bonomi, direttore di Aaster; Rossella Muroni, direttore nazionale Legambiente; Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti; il presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Merletti; il presidente di R.ETE. Imprese per l’Italia, Daniele Vaccarino; il presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori Leopoldo Freyrie, il direttore scientifico della Fondazione NordEst Stefano Micelli, e una nutrita schiera di amministratori, imprenditori, rappresentati di associazioni, della società e del mondo della cultura.

Per la vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli: “la nuova sfida è una competitività sostenibile”. Lo ha dichiarato a margine del suo intervento al Seminario estivo della Fondazione Symbola, dal titolo ‘Orgoglio e pregiudizio. Perché l’Italia deve fare l’Italia‘.

“I milioni di consumatori del mondo che cercano, vestono, mangiano Made in Italy vogliono qualità e sicurezza garantite, certificate, anche per questo servono strumenti di politica industriale in grado di sostenere chi investe veramente in qualità e innovazione dei prodotti certificando le filiere produttive, ed è fondamentale che ciò che si dice in questo confronto entri nei luoghi della decisione politica”.

“Qualità, etica, sicurezza e innovazione – ha aggiunto Valeria Fedeli – sono i fattori che hanno permesso al Made in Italy di affermarsi nel mondo e di resistere anche negli anni della crisi, soprattutto grazie all’export, per questo oggi produttori e consumatori sanno che la vera sfida si gioca sulla competitività sostenibile, sia in termini di sostenibilità ambientale che sociale”.