“Questo è il culmine della mia vita. Servire i toscani, essere il loro presidente per 5 anni: non ho altre ‘scalate’ da fare”. Il neopresidente della Regione Toscana Eugenio Giani, intervistato da Avvenire, spiega la scelta di affrontare solo con il sindaco Nardella l’ultimo comizio a Firenze, venerdì scorso, un gesto che poteva essere equivocato. “Volevo dire in modo chiaro e visibile che noi chiedevamo il voto dei toscani per la Toscana. Non ho mai avuto paura di perdere, ma ho provato davvero profondo fastidio per questi continui tentativi di rendere nazionale il voto nella mia Regione”.
 
Però lei non può negare che la sua vittoria è un simbolo che va oltre la Toscana.
“Lo capisco, non vivo di teorie. Sono contento per Zingaretti, che è un segretario bravo e inclusivo e che ho sentito sempre vicino. E sono contento per il premier Conte, che stimo. Sono davvero lieto di averli aiutati a respingere la spallata. Con noi qui, e con loro al governo, potremo fare ottime cose per la Toscana.
 
La testa di tutti i governatori neoeletti è già al Recovery fund.
Per la mia regione ci sono circa 15 miliardi. Se vuole i progetti, le faccio una lista che non finisce più. Ma il punto è il clima che, attraverso questo governo, c’è con l’Europa. Prima di concludere il suo mandato Enrico Rossi ha riconvertito centinaia di milioni di fondi Ue in un contesto ottimale, favorevole. Il centrodestra ci avrebbe isolati dall’Europa, ora invece abbiamo una grande opportunità”.
 
È più sereno ora che può “ribellarsi” all’immagine da “politico navigato” che le hanno dato?
“Non mi ribello, semplicemente non è ciò che penso di me. Mi sento un buon amministratore. Quello che voglio incarnare piuttosto è la Toscana terra di civiltà, diritti, laboriosità e forza culturale. La mia immagine autentica è di chi non ha voluto che la Toscana fosse colonizzata da altri modelli. Abbiamo un nostro modello. Con esperienza e competenza devo difenderlo ma anche rinnovarlo”.
 
Si può rinnovare attraverso il dialogo con M5s?
“Intanto coni ministri del M5s ci parlerò eccome. E anche con i 5s in Consiglio regionale. Ma con patti chiari: io le cose le voglio fare, non ne voglio solo parlare e discutere. Alla fine le decisioni le prendo io”.