Autorità nazionale Anticorruzione e Appalti pubblici

L’Autorità nazionale Anticorruzione e Appalti pubblici (Anac), istituita con il decreto Madia del 2014 acquista nuove competenze e funzioni potenziando le politiche di contrasto alla corruzione negli appalti pubblici.

La guida dell’Autorità è stata affidata a Raffaele Cantone e il suo principale obiettivo è quello di evitare la dispersione delle risorse finanziarie che ogni anno sfuggono alle politiche di sviluppo economico e sociale a causa della corruzione e della illegalità diffusa negli appalti pubblici.

I primi risultati operativi si sono già riscontrati nei tempi più rapidi e nelle modalità più semplici di realizzazione dei grandi progetti avviati dopo il 2014.

Grandi progetti basati su pubblici appalti, come l‘Expo di Milano o il Mose di Venezia, non avrebbero potuto rispettare le rispettive scadenze senza questa nuova regolamentazione degli appalti pubblici introdotta

Il nuovo potere di commissariamento, permette all’Anac di intervenire nella gestone degli appalti pubblici, nei casi in cui l’appalto sia oggetto di indagini da parte della magistratura. Il commissario viene solitamente indicato nel prefetto competente territorialmente.

Il commissariamento delle opere pubbliche oggetto di indagini su irregolarità amministrative o corruzione permette di non interrompere l’operatività del progetto.

 

Corruzione e Concussione definizione

Due mali antichi del nostro Paese che i Governi Renzi e Gentiloni hanno combattuto con la forza.

Corruzione e concussione sono due reati diversi. Nella corruzione un pubblico ufficiale accetta di ottenere per sé un vantaggio (soldi, regalie ecc) e in cambio opera in modo illegittimo per favorire il privato che lo sta corrompendo.

Nella concussione, considerato il più grave dei reati contro la pubblica amministrazione, il pubblico ufficiale mette in atto una vera estorsione. Infatti, approfittando del proprio potere, costringere qualcuno a compiere qualcosa a proprio vantaggio oppure lo induce a dargli denaro.

 

Poteri rafforzati in materia di anticorruzione

All’Anac è affidato un vasto complesso di compiti, i principali sono la ricezione delle notizie e segnalazioni di illeciti da parte dei dipendenti pubblici nei diversi processi legati alla pubblicazione dei bandi di gara, alle aggiudicazioni degli appalti e alle certificazioni.

Oltre agli illeciti, sono comprese anche le segnalazioni relative alle irregolarità negli obblighi di trasparenza sui siti web istituzionali.

 

L’Autorità riceve anche le segnalazioni e le informazioni dalle diverse Avvocature dello Stato che vengono a conoscenza delle violazioni di legge o altre irregolarità legate ai contratti pubblici.

L’Anac può, inoltre, applicare delle sanzioni amministrative verso le Amministrazioni pubbliche che non applicano o adottano i piani di prevenzione della corruzione, dei programmi di trasparenza o dei codici di comportamento dei dipendenti previsti dalla legge.

 

L’Anac è competente a svolgere: attività di prevenzione della corruzione nelle amministrazioni pubbliche e nelle società controllate e partecipate; vigilanza sull’affidamento e l’esecuzione dei contratti pubblici; gestione delle segnalazioni di illeciti denunciate da dipendenti pubblici.

A titolo esemplificativo e non esaustivo, sono quindi di competenza dell’Autorità le segnalazioni aventi ad oggetto:

  • contratti pubblici (affidamento ed esecuzione di lavori, servizi e forniture)
  • attività di precontenzioso
  • misure anticorruzione (in particolare controlli su adozione, applicazione ed efficacia dei piani triennali di prevenzione)
  • obblighi di trasparenza sui siti web istituzionali
  • inconferibilità e incompatibilità di incarichi
  • casi di pantouflage (vedi d.lgs.  165/2001, art. 53, comma 16-ter)
  • whistleblowing

 

Il commissariamento delle imprese indagate

La novità maggiore nella lotta alla corruzione è stato introdurre il potere di commissariamento dei lavori pubblici nei casi in cui vengano accertati delitti contro la Pubblica amministrazione. La procedura di commissariamento può essere avviata anche nei casi in cui si riscontrino delle anomalie che rivelano delle condotte illecite nella gestione amministrativa degli appalti.

Su proposta del Presidente dell’Anac, il Prefetto competente può assumere la carica di commissario e prendere il controllo diretto dell’impresa appaltatrice.

Le possibili attività commissariali possono essere l’amministrazione straordinaria dell’impresa fino alla fine dei lavori oppure la gestione delle operazioni di rinnovo degli organi collegiali. Il commissariamento può concludersi raggiunti questi due obiettivi.

 

Le misure di controllo sugli appalti e il nuovo Codice degli Appalti Pubblici

La legge anticorruzione (n. 69/2015)  rafforza i poteri di controllo e conoscitivi su gare di appalto, importi di aggiudicazione e tempi di completamento delle opere.

La legge sugli appalti pubblici assegna all’Anac anche il compito di vigilare anche sui tutti i contratti pubblici che non sono compresi nel codice degli appalti.

L’Autorità deve essere informata dalle stazioni appaltanti dei bandi di gara pubblicati, dei partecipanti alle gare di appalto, degli importi di aggiudicazione e dei tempi di completamento delle opere.

I giudici amministrativi a loro volta devono informare l’Autorità su tutte le mancanze di  trasparenza nelle controversie sull’aggiudicazione degli appalti.

Nei casi di indagini relativi a fatti di corruzione in appalti pubblici, la magistratura è tenuta ad informare rapidamente l’Anac.

In base al nuovo codice degli appalti (d.lgs n. 50/2016), l’Anac può agire in giudizio contro bandi e provvedimenti fatti da qualsiasi stazione appaltante ritenuti illegittimi.

 

I risultati delle attività dell’Anac

Ogni anno l’Anac presenta una relazione al Parlamento. Nel 2016, secondo gli ultimi dati, sono state emanate 1.388 delibere (provvedimenti di vigilanza, pareri, linee guida, sanzioni, ecc.) e nei primi 5 mesi di quest’anno si è superata quota 600.

Sul fronte della vigilanza anticorruzione, sono state avviate 845 istruttorie (comuni, strutture sanitarie, società pubbliche) per un totale di 12 sanzioni, segno di un elevato livello di adeguamento alle richieste dell’Autorità.

In crescita le segnalazioni di illeciti da parte di dipendenti pubblici: 235 nel 2015, 252 nel 2016 e nei primi 5 mesi di quest’anno oltre 260.