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Le riforme dei #Millegiorni ci consegnano un nuovo welfare più vicino e attento alle famiglie. Il bonus asilo nido da 1.000 euro annui e il bonus baby-sitter da 600 euro al mese sono modi non solo per aiutare tante famiglie, ma per favorire anche l’occupazione femminile

Per il Bonus Asilo Nido non si richide l’Isee, invece è obbligatorio attestare l’iscrizione al nido. Per questo primo anno è previsto un tetto massimo di spesa, 144 milioni di euro. Una volta esaurito questa somma, non sarà più possibile presentare le domande.

Per quanto riguarda il Bonus baby sitter 2018 da 600 euro, è stato riconfermato dalla legge di bilancio 2018 il finanziamento dei voucher baby sitter per il biennio 2017/2018 come importante misura a sostegno della famiglia.

Due interventi fortemente voluti dal Partito Democratico: dopo anni di parole vuote, ecco i fatti.

 

Bonus voucher baby sitter

Il bonus baby sitter consiste in un voucher di 600 euro mensili che spettano alla mamma che decida, dopo il congedo maternità, di rinunciare al congedo parentale per tornare subito al lavoro.
In questo caso otterrà dall’Inps un voucher da 600 euro al mese per 6 mesi, per pagare la retta dell’asilo o della baby sitter.

È diverso dal bonus asilo nido da 1000 euro a figlio all’anno per 3 anni, perché quest’ultimo viene concesso a prescindere dalla situazione lavorativa dei genitori e del reddito.

Nella legge di Bilancio 2017, il Governo ha introdotto alcuni punti che sintetizziamo:

  • Proroga voucher baby sitter e asilo nido anche per gli anni 2017 e 2018;
  • Conferma bonus bebè da 80 e 160 euro con le stesse regole;
  • Introduzione bonus nido da 1000 euro a figlio;
  • Introduzione del nuovo bonus mamme domani da 800 euro, alle donne al settimo mese di gravidanza con il bonus nascite;
  • Istituzione di un Fondo a sostegno della natalità,per favorire l’accesso al credito da parte delle famiglie che hanno 1 o più figli;
  • Proroga del bonus papà 2018.

 

Bonus 1000 euro asilo nido

A partire da quest’anno, 2017, ai nati dal 1° gennaio 2016, è attribuito un buono annuo di 1.000 euro per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati oppure  per l’assistenza domiciliare a favore dei bambini al di sotto dei tre anni che sono affetti da gravi patologie croniche. (Legge n. 232 del 2016).

 

 

Come richiedere voucher baby sitter 2018

Le mamme possono presentare la domanda bonus baby sitter 2018:

  1. Direttamente online con il codice Pin dell’Inps PIN
  2. Rivolgendosi gratuitamente a CAF o Patronati.

Nella documentazione sono necessari il modulo Isee, la dichiarazione di rinuncia al congedo parentale e la durata del beneficio.
La domanda voucher baby sitter 2018, deve essere presenta entro gli 11 mesi successivi al congedo di maternità senza aver usufruito del congedo parentale.

 

Come richiedere bonus asilo nido

I dettagli del contributo economico a sostegno della genitorialità sono stati pubblicati nella circolare INPS 22 maggio 2017, n.88.

Nella circolare sono spiegate anche le procedure di presentazione delle domande. Queste dovranno essere presentate, a partire dal 17 luglio 2017 e fino al 31 dicembre 2017 online all’INPS.

In alternativa, si può fare la domanda tramite:

  • Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • Patronati

I genitori che vogliano fruire del bonus per più figli, dovranno presentare una domanda per ciascuno di essi.

 

Voucher baby sitter: quanto spetta

La mamma lavoratrice che vede accogliersi la domanda del bonus da parte dell’INPS, otterrà voucher da 600 euro, da utilizzare per il pagamento della retta dell’asilo o per l’assistenza di una baby sitter, che tra le altre cose, può essere anche una nonna o un nonno.

Bonus baby sitter durata 2018: la durata massima della prestazione è per un massimo di 6 mesi, 3 mesi per le lavoratrici autonome iscritte alla Gestione Separata e per le lavoratrici autonome non subordinate.

Anche le lavoratrici part-time, possono comunque richiedere i voucher che verranno proporzionati all’orario di lavoro.

Bonus asilo nido: quanto spetta

Il bonus asilo nido viene erogato ogni mese, suddividendo l’importo massimo di 1.000 euro su 11 mensilità, per un importo massimo di 90,91 euro direttamente al beneficiario che ha sostenuto il pagamento di ogni retta mensile pagata e documentata.

I genitori facciano attenzione, perché il bonus per l’asilo nido non si può cumulare con le detrazioni fiscali previste per la frequenza degli asili nido e nemmeno con il bonus infanzia (contributo asilo nido-baby sitting).

Per il bonus per l’assistenza domiciliare viene erogato dall’Inps serve un attestato rilasciato dal pediatra che attesti  “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica”. In questo caso, l’INPS eroga il bonus di 1.000 euro in un’unica soluzione direttamente al genitore richiedente.
Come scritto, per il primo anno è previsto un tetto di spesa complessivo di 144 milioni di euro. Una volta esaurito l’importo, l’Inps non accoglierà più le domande.

L’INPS provvede ad erogare il bonus nelle modalità di pagamento indicate dal richiedente nella domanda (bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN).

 

Bonus baby sitter: i requisiti

Il voucher spetta alle mamme lavoratrici che devono essere in deter di determinati requisiti.

  • Rinunciare al congedo parentale;
  • Essere una lavoratrice dipendente pubblica o privata;
  • Iscritta alla Gestione Separata INPS (voucher per 3 mesi);
  • Libera professionista non iscritta ad altra forma previdenziale obbligatoria e non pensionata;
  • Autonoma non parasubordinata non iscritta alla gestione separata INPS e imprenditrice;

 

Bonus asilo nido 2017: requisiti

La domanda può essere presentata dal genitore di un minore nato o adottato dal 1° gennaio 2016 in possesso dei seguenti requisiti (circolare INPS 22 maggio 2017, n. 88):

  • cittadinanza italiana;
  • cittadinanza UE;
  • permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea; (art. 10, decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30);
  • carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell’Unione europea (art. 17, d.lgs. 30/2007);
  • status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
  • residenza in Italia;
  • relativamente al contributo asilo nido, il richiedente è il genitore che sostiene l’onere del pagamento della retta;
  • relativamente al contributo per forme di assistenza domiciliare, il richiedente deve coabitare con il figlio e avere dimora abituale nello stesso comune.

Tutti i requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda.

In caso di adozioni o affidamenti preadottivi verrà presa in considerazione la data più favorevole tra il provvedimento di adozione e la data di ingresso in famiglia del minore, purché successivo al 1° gennaio 2016.

 

Le cause di perdita del bonus per l’Inps

L’erogazione del bonus decade in caso di perdita di uno dei requisiti di legge o di provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo.

L’INPS interrompe l’erogazione dell’assegno a partire dal mese successivo all’effettiva conoscenza di uno dei seguenti eventi che determinano decadenza:

  • perdita della cittadinanza;
  • decesso del genitore richiedente;
  • decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda (affidamento del minore a terzi).