Legge sul Cyberbullismo
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I fenomeni di bullismo e cyberbullismo costituiscono forme di prevaricazione e violenza ai danni dei soggetti più fragili e bisognosi di tutela, i minori. Secondo il rapporto Censis 2016 in Italia almeno 1 minore su 10 è vittima di bullismo o cyberbullismo, e nel 70% dei casi si tratta di ragazze.

Per combattere questo odioso fenomeno e tutelare al meglio i nostri ragazzi, è stata approvata la Legge 29 maggio 2017 n°71,  che mette al centro azioni di carattere educativo e formativo, più che repressive e sanzionatorie. L’intento è costruire un percorso virtuoso di educazione e rieducazione che affianchi le necessarie protezione e tutela delle vittime, e costituisca un punto di partenza per una decisa inversione di tendenza. Particolare attenzione è riservata al ruolo della scuola, che dovrà dotarsi di un referente per questi temi in ogni istituto scolastico.  Verranno inoltre finanziati progetti elaborati da reti di scuole per il contrasto del cyberbullismo e l’educazione alla legalità. Gli studenti saranno coinvolti attraverso campagne informative e di sensibilizzazione e programmi di educazione all’uso consapevole del web.

 

Cos’è il bullismo

Per bullismo si intende una forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel tempo e attuato nei confronti di persone considerate bersagli facili e/o incapaci di difendersi. Lo scopo intenzionale e predominante è quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.

Cos’è il cyberbullismo

Si definisce cyberbullismo qualunque forma di aggressione, molestia, ricatto, pressione, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica a danno di minorenni. A questo si aggiunge inoltre la diffusione su web di contenuti aventi come oggetto uno o più componenti della famiglia del minore.

 

Legge sul Cyberbullismo

Il 17 maggio 2017 viene finalmente approvata la legge per il contrasto del ‘cyberbullismo’: è il primo passo per un uso consapevole della Rete.
È un provvedimento composto da sette articoli che pone al centro la tutela dei minori (sia autori, sia vittime di illeciti), privilegiando azioni di carattere formativo-educativo rispetto ad un’impostazione maggiormente repressiva e sanzionatoria.

 

Legge sul cyberbullismo, principali novità del provvedimento

Ora i ragazzi possono finalmente difendersi

Anche i minorenenni, se vittime di atti di cyberbullismo, possono chiedere al gestore del sito internet, del social media o del servizio di messaggistica di oscurare, rimuovere o bloccare i dati che lo riguardano (come video, post, foto) che si trovano in rete.

  • Ciascun minore ultraquattordicenne, genitore o esercente la responsabilità genitoriale può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato della vittima di cyberbullismo. Se entro le ventiquattro ore non vi sono comunicazioni dal responsabile ed entro le quarantotto ore non si sia individuato il titolare del trattamento o il gestore del sito o del social media, l’interessato può fare istanza al Garante per la protezione dei dati personali, il quale provvede entro quarantotto ore dal ricevimento della richiesta.

 

Progetto Prevenzione Cyberbullismo

Una particolare attenzione è riservata al ruolo della scuola, che individuerà fra i propri docenti un referente per questi temi in ogni istituto scolastico.

Le scuole possono elaborare progetti per l’educazione alla legalità e il contrasto al cyberbullismo anche attraverso la costituzioni di reti.  Gli studenti saranno coinvolti attraverso campagne informative e di sensibilizzazione e programmi di educazione all’uso consapevole del web.

  • Ogni istituto scolastico individuerà fra i propri docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del fenomeno.
  • La Presidenza del Consiglio dei Ministri promuoverà campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione a scadenza periodica utilizzando i principali media.

Combattere il cyberbullismo

Il Questore può intervenire convocando il “bullo” per ammonirlo e renderlo consapevole della gravità del gesto compiuto. Anche in ambito scolastico il dirigente è tenuto ad attivare percorsi di sostegno alle vittime e di rieducazione dei “bulli” inserendo nei regolamenti di istituto, in proporzione alla gravità degli atti, specifiche sanzioni disciplinari ispirate alla funzione rieducativa.

  • Viene adottata la procedura dall’ammonimento, prevedendo che fino a quando non sia stata proposta querela o denuncia per i reati di diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati, il questore convochi il minore, unitamente a un genitore o ad un esercente la potestà genitoriale, ammonendolo.
  • Viene istituito un tavolo tecnico di lavoro presso la Presidenza del Consiglio, per redigere un piano di azione integrato per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo. È suo compito realizzare un sistema di raccolta dei dati per monitorare l’evoluzione dei fenomeni.
  • La Polizia postale deve relazionare annualmente il tavolo tecnico sugli esiti delle misure di contrasto al fenomeno. Viene disposto l’ulteriore stanziamento di 203 mila euro per gli anni 2017, 2018 e 2019 per lo svolgimento di attività di formazione in ambito scolastico e territoriale.

 

“Parte fondamentale della legge è la formazione prevista per i docenti e gli studenti per i quali sono previsti incontri con la Polizia postale. Insegnare le conseguenze delle azioni sui social, che spesso non sono chiare, è molto importante. Approvare questa legge richiama noi che l’approviamo a dare il buon esempio”. Così Giuditta Pini, deputata PD e componente della commissione Affari sociali della Camera, durante la dichiarazione di voto in Aula a Montecitorio.

 

Per saperne di più…

Focus sul Cyberbullismo sul quotidiano on-line Democratica