Emergenza siccità
Emergenza siccità - Ph. Carlo Carino / Imagoeconomica

Emergenza siccità 2017 in Italia

Non è stato soltanto il caldo dell’estate 2016 a far parlare di emergenza siccità, riportando così alla ribalta il problema delle risorse idriche. Il fenomeno delle temperature di molto sopra la media è, purtroppo, diventato permanente. E i dati del 2017 lo dimostrano.

I numeri forniti dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (CNR–ISAC) sono drammatici: il 2017 ha fatto registrare, per il nostro Paese, un’anomalia di +1.3°C al di sopra della media del periodo di riferimento convenzionale 1971-2000. Il 2017, quindi, sarà ricordato come il quarto anno più caldo dal 1800 ad oggi, insieme con gli anni 2001, 2007 e 2016.

Gli anni che hanno registrato temperature più calde 2017 sono stati il 2003 (con un’anomalia di +1.36°C), il 2014 (+1.38°C rispetto alla media) e il 2015 che resta l’anno più caldo di sempre con i suoi +1.43°C sopra la media del periodo di riferimento.

 

Siccità record, crisi mondiale

Non solo il 2017 è stato un anno da record per le temperature, ma dal 2001 ad oggi abbiamo registrato in Italia 16 dei 17 anni più caldi di sempre e un incremento rapido di eventi climatici estremi, con conseguenze serie per la salute, la produzione agricola e le infrastrutture.

Mediterraneo

Il Mediterraneo è considerata dagli scienziati una delle regioni più esposte all’instabilità climatica. Senza un cambio di rotta certe aree del pianeta rischiano di diventare inabitabili, costringendo milioni di persone a spostarsi e accelerando crisi, come conflitti e terrorismo, soprattutto nei paesi più vulnerabili.

 

Acquedotti e Spreco d’Acqua. Rete idrica da migliorare

L’emergenza siccità in Sicilia, Puglia, Campania, ma in generale in tutta Italia, ha fatto emergere problemi strutturali per garantire risorse irrigue migliori e soprattutto con meno spreco di acqua.
I ‘Piani di investimento’ del Governo servono per ammodernare la rete idrica e per innovare agricoltura e allevamento e consentiranno una vera e drastica riduzione degli sprechi, ottimizzando al tempo stesso la produzione.

 

Emergenza siccità: aiuti alle imprese

Gli aiuti alle imprese – Attivazione del Fondo di solidarietà nazionale

Intanto le aziende colpite dalla prolungata siccità che non abbiano sottoscritto polizze assicurative potranno accedere ai benefici per favorire la ripresa dell’attività produttiva delle imprese agricole previsti da un Fondo istituito dalla legge 102 del 2004. Le imprese che vogliono accedere al Fondo dovranno rivolgersi all’ufficio calamità della Regione di appartenenza.

 

Il Piano ItaliaSicura

Si tratta di un piano di 20 miliardi di investimenti in 20 anni per oltre 2000 nuovi piccoli e medi invasi per contenere l’acqua e distribuirla: sono i principali numeri e obiettivi della proposta per il recupero della risorsa idrica presentati da Anbi, Associazione nazionale consorzi gestione tutela territorio ed acque irrigue, e da Italiasicura, la struttura di Missione di Palazzo Chigi che si occupa dello sviluppo delle infrastrutture idriche e dissesto idrogeologico.

L’emergenza siccità pone alla politica una riflessione vera, perché non c’è dubbio che ambiente e cambiamenti climatici sono due priorità fondamentali per il rilancio del nostro Paese.

Abbiamo bisogno di un cambio di paradigma: non chiederci più cosa possiamo fare noi per l’ambiente ma cosa può fare l’ambiente per l’Italia.

 

Ambiente come opportunità di benessere per tutti

L’ambiente è l’opportunità più importante di crescita e benessere del ventunesimo secolo per la sua capacità di creare valore e occupazione, salvaguardando la salute e la sicurezza dei cittadini. Come Governo e Amministrazioni regionali e locali abbiamo fatto tanto in questa legislatura ma siamo consapevoli che dobbiamo fare di più.
Anche perché, se non agiamo ora, perdiamo tutti. L’Italia è in prima fila. Il PD mette al centro visione e proposte per un futuro sostenibile e per un nuovo contratto ecologico tra ambiente e cittadini. La priorità è l’accelerazione, nazionale e globale, dell’attuazione dell’Accordo di Parigi e dell’Agenda 2030. L’impegno è quello di adottare entro un anno la “Strategia 2050: per un l’Italia a zero emissioni e resiliente”, che includa diverse azioni:

Obbiettivo zero emissioni e Piano di investimenti 

-Raggiungere zero emissioni nette al 2050 partendo dalla nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN), compresa l’uscita dal carbone nel settore elettrico entro il 2025.

-Dimezzare i consumi finali energetici al 2050 rispetto al 2010.

-L’efficienza energetica deve avere la priorità.

-Nuovi fondi e opere per ridurre le perdite d’acqua del 50%.

Una nuova finanza ecologica

-Arrivare rapidamente alla fine dei finanziamenti pubblici ai combustibili fossili e introduzione, entro il 2020, di un prezzo minimo della CO2 (carbon floor price), per favorire la decarbonizzazione dell’economia.

-Le entrate andranno a un fondo per assistere le comunità in transizione energetica e a uno per la riqualificazione delle abitazioni delle famiglie a più basso reddito.

Trasformazione delle città ecologiche

  1. Portare in tutte le città italiane entro il 2030 il livello di inquinamento atmosferico in linea con i limiti richiesti dall’UE.
  2. Piani di rigenerazione urbana e stop al consumo di suolo per fare da volano all’edilizia compatibile con l’ambiente.
  3. Mobilità elettrica: ogni Comune deve essere dotato, entro il 2023, di stazioni di ricarica. Creare un sistema di incentivi per l’acquisto di auto elettriche e ibride.
  4. Sostenere con nuovi fondi il lancio di piste ciclabili, nuovi sistemi di car-pooling e car-sharing e di un piano per mezzi di trasporto pubblico a zero emissioni.
  5. Stabilire un “Fondo per le città ecologiche” per raggiungere gli obiettivi

Una nuova gestione dei rifiuti e Piano di adattamento nazionale

-Una nuova gestione dei rifiuti basata sul principio che “chi meno inquina meno paga”, cambiando la tassa sui rifiuti (TARI) verso un sistema a tariffa puntuale.

Educazione ambientale come materia obbligatoria “” in tutte le scuole elementari e medie.

-Rendere operativo il Piano di adattamento nazionale, includendo una mappa dei rischi climatici in evoluzione e identificando le opere necessarie.

Riforma della governance istituzionale

Trasferire competenze e responsabilità in materia di ambiente ed energia sotto un unico “Ministero per il clima, l’energia e lo sviluppo sostenibile” .

Ambiente: abbiamo fatto tanto …

Riguardo l’energia da fonti rinnovabili abbiamo superato con largo anticipo il target del 17% previsto per il 2020 dall’Ue. Nella graduatoria Ue per indice di eco-efficienza, l’Italia è al 2° posto dopo il Lussemburgo.

 

…ma la Rivoluzione Green continua!

Le detrazioni fiscali del 65%  previste per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici privati, dal 2017 riguarderanno anche gli istituti autonomi per le case popolari.

Nel triennio 2014-16 sono stati realizzati circa un milione di interventi per 9,5 miliardi di euro di investimenti. Si introduce un sistema di incentivi e detrazioni tra il 50% e l’85% delle spese sostenute per la messa in sicurezza e del 100% sulla valutazione del rischio sismico.

Con la nuova manovra viene inoltre introdotto, dal 2018, il bonus verde urbano: una detrazione del 36% delle spese sostenute per la sistemazione del verde.

Per valorizzare il patrimonio dei Piccoli Comuni a rischio idrogeologico c’è il Fondo per finanziare investimenti negli anni 2017-23 con 100 milioni di euro.

Secondo i dati del Servizio studi della Camera e del Cresme quest’anno le varie forme di incentivazione produrranno 28 miliardi di investimento e 400mila posti di lavoro.

Ne è prova il decreto del 23 giugno 2016 relativo alle fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico. Un investimento di oltre 400 milioni di euro annui per 20 anni per un totale di circa 9 miliardi di euro.

Il PD è pronto alla sfida del futuro , quella di un futuro sostenibile, che mette insieme crescita e tutela del territorio.