esodati

Esodati

Il Partito Democratico in questi anni è riuscito a garantire e tutelare tutte quelle persone che dopo una vita di duro lavoro rischiavano di perdere gran parte dei loro sacrifici.

La legge Fornero, infatti, ha riformato il sistema delle pensioni aumentando l’età in cui è possibile ritirarsi dal lavoro, ma al tempo stesso ha provocato un dramma in quei lavoratori, ormai vicini alla pensione, che avevano deciso di lasciare il lavoro con un certo periodo di anticipo e avevano quindi firmato il licenziamento volontario, o si erano trovati coinvolti in accordi di ristrutturazione o crisi aziendale.

Questi lavoratori avrebbero usufruito dell’indennità di mobilità nel lasso di tempo che sarebbe intercorso fra l’abbandono del lavoro e l’arrivo dell’età della pensione.

Con la legge Fornero si sono trovati in una terra di nessuno: senza pensione, senza stipendio e senza ammortizzatori sociali. Sono gli esodati.

Il Pd si è fatto rappresentante del dramma che stavano vivendo questi lavoratori ed è intervenuto per tutelarli, e tra il 2013 e il 2017 con i suoi governi, ha fatto emanare 8 provvedimenti a favore di 172.466 esodati.

Entrata in vigore della Legge Fornero

Nel pieno della crisi economica e finanziaria più grave degli ultimi decenni, migliaia di lavoratori e di imprese che avevano orientato le proprie scelte lavorative, di vita e di organizzazione aziendale sulla base della vigente disciplina previdenziale, sono rimaste tagliate fuori dal brusco innalzamento dell’età pensionabile operata, dal Governo Monti, con il cosiddetto decreto “salva Italia”, conosciuta anche come la “Legge Fornero“.

 

La riforma della legge Fornero

Questa legge, a partire dal 1 gennaio 2012, infatti ha sensibilmente incrementato i requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso al pensionamento.

Ha introdotto un meccanismo che incrementa i requisiti adeguandoli alla speranza di vita.

Considerate anche le deroghe introdotte per i lavori usuranti, lavoratori precoci e quelle previste da Ape social e Ape volontario nel 2018 il limite anagrafico minimo sarà di 66 anni e 7 mesi e di almeno 20 anni di contributi versati.

 

Legge Fornero e pensioni

Per quanto concerne le possibilità di pensionamento anticipato previste in precedenza la legge è intervenuta in vario modo: ha abolito il previgente sistema delle quote, con il conseguente aumento considerevole dei requisiti contributivi: 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

 

I requisiti per accedere alla pensione, prima della cosiddetta “Riforma Fornero“, erano inseriti, in alcuni casi, negli accordi tra le parti per consentire l’uscita anticipata dal lavoro.

 

Esodati, chi sono

Per esodati si intendono quei lavoratori che avevavo firmato il licenziamento volontario in cambio dell’indennità di mobilità per il tempo intercorso tra l’abbandono del lavoro e l’età pensionabile.

Nel 2012 con l’innalzamento di due anni del requisito anagrafico pensionistico previsti dalla riforma Fornero, si ritrovarono senza pensione, stipendio e ammortizzatori sociali.

Il problema degli esodati, una questione di notevole impatto sociale che ha colpito trasversalmente tutte le categorie professionali.

 

Rimediare agli errori della ‘legge Fornero’ e tutelare gli esodati

L’intento del Partito Democratico è stato quello di passare all’azione, facendosi promotore di interventi legislativi che risolvessero una volta per tutte in modo chiaro e definitivo il problema.
E lo ha fatto attraverso lo strumento delle otto salvaguardie, che hanno consentito a molte migliaia di lavoratori e di lavoratrici di accedere alle pensioni utilizzando i meccanismi pre-Fornero.

Si è lavorato in questo modo per rimediare alla mancata visione che si è avuta con la riforma del sistema pensionistico del 2011 andando ad affrontare concretamente i tanti errori e le tante incongruenze che hanno creato il cosiddetto fenomeno degli “esodati”.

Esodati, la salvaguardia prevista dalla Legge 102 / 2013

Il Governo Renzi è intervenuto più volte in favore di questi lavoratori con la quarta salvaguardia, che ha interessato 6.500 persone, con il Decreto Legge n. 102 del 31 agosto 2013. Sempre nel 2013 la legge di stabilità, con la quinta salvaguardia, ha ampliato ulteriormente la platea degli interessati, interessando 23.000 persone.
Le ulteriori salvaguardie sono state la sesta nel 2014, con la legge 10 ottobre 2014, n. 147, la settima con la legge di stabilità 2016 e l’ottava con la legge di bilancio 2017, interessando nel complesso circa 31mila lavoratori.

 

Le categorie dei lavoratori tutelate con i requisiti pre-Fornero

A partire dal 2012, a favore di lavoratori e lavoratrici che si trovavano in particolari condizioni di disagio sono stati adottati otto provvedimenti di salvaguardia, 4 nella precedente legislatura e quattro nell’attuale.

 

Tale platea ha ricompreso, in particolare:

– lavoratori collocati in mobilità sulla base di accordi sindacali che maturino i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità.

-lavoratori titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore, nonché lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi collettivi il diritto di accesso ai predetti fondi di solidarietà.

-lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione.

-lavoratori in esonero dal servizio.

-lavoratori  in congedo per assistere figli con disabilità grave, a condizione che maturino, entro ventiquattro mesi dalla data di inizio del predetto congedo, il requisito di anzianità contributiva di 40 anni.

 

I dati INPS recenti indicano in  più di 100mila gli esodati che con gli otto provvedimenti di salvaguardia hanno iniziato a percepire l’assegno di previdenza.