Imu e Tasi: Chi Paga

L’Italia ha ancora un sistema fiscale troppo pesante, e troppe sono le imposte, tanta la burocrazia. Il PD è l’unico partito che sta concretamente lavorando per cambiare le cose e molti risultati – eccezionali per l’Italia – sono già arrivati.

Il Governo Renzi ha ridotto le tasse sia sulle famiglie, per un importo di 7,1 miliardi, sia sulle imprese, per 8,3 miliardi di euro. Non lo dice il PD, lo sostiene l’Ufficio Studi della Cgia di Mestre che, com’è noto, è tutto tranne che tenero nei confronti dei governi, senza riguardo per nessuno. Quindi, altro che le promesse iperboliche del Cavaliere, dette e ripetute ma mai realizzate. L’unico che ha davvero abbassato le tasse per famiglie e imprese è stato Renzi.
E quando entriamo nel merito dell’imposta sulla casa, è proprio grazie alla riduzione del governo Renzi se l’Italia è in media con l’Eurozona, anzi stiamo molto meglio poiché siamo uno dei pochi paesi in Europa a non pagare tasse sulla prima casa.

 

Imu e Tasi Seconda Casa e Abolizione Imu e Tasi

Nel 2014  circa 15 milioni di italiani pagavano l’imposta sulla prima casa, la Tasi. Da quest’anno, come avvenuto già per la prima rata, anche per il saldo i proprietari di prima casa non pagheranno la Tasi, tranne nei casi in cui si tratti di un immobile di lusso (circa 70.000 case di lusso).
Quattro milioni e mezzo di italiani pagavano anche la Tasi sugli affitti. E neanche loro oggi la pagano più.

Imu e Tasi Seconda Casa: Aliquota Massima

Per quanto riguarda le aliquote i Comuni possono mantenere le aliquote dello scorso anno, ma non possono aumentarle.

Infatti, grazie ai governi PD, anche per il 2017 è vale il blocco dell’aumento delle aliquote Imu e Tasi.
I due tributi, quindi, non potranno essere alzati rispetto alle aliquote previste e adottate nel 2016.

Imbullonati

Gli imprenditori pagavano l’Imu sui macchinari di impresa che erano fissati a terra con dei bulloni (i cosiddetti “imbullonati”: torni, macchinari, impianti, attrezzature, ecc).

Oggi l’Imu sugli imbullonati non si paga più.

 

Agricoltura

Nel 2014 un imprenditore agricolo pagava al comune l’Imu sui terreni, oggi non la paga più e – stavolta allo Stato – non paga più l’Irap.

A differenza di altri governi , il governo Renzi, agli enti è stato restituito subito ogni singolo euro del gettito abolito, in modo che non vi fossero conseguenze sui servizi offerti ai cittadini.

 

Imu e Tasi

 

Riduzione Deficit Pubblico

Dal 2010 al 2014 ai Comuni erano stati tagliati 7,2 miliardi di trasferimenti, allo scopo di ridurre il deficit pubblico.

Con l’esclusione di 1,2 miliardi tagliati nel 2015 per finanziare gli 80 euro, da allora al comparto non è stato più tagliato neanche un euro.

Trasferimenti e taglio lineare

Nel 2014, e da quasi quarant’anni, i trasferimenti erano distribuiti ai comuni unicamente sulla base del criterio della spesa storica: tanto avevi speso in passato, tanto ti davo.

E quando c’era da tagliare, lo si faceva col criterio più “cieco”, quello del taglio lineare.

 

Dal 2015 le cose hanno iniziato a cambiare: con un meccanismo graduale, e con accorgimenti per evitare variazioni troppo brusche e poco sostenibili, il 45% dei fondi (che diventerà 100% tra 3 anni) sono distribuiti non più su base storica ma sulla base di fabbisogni standard e capacità fiscale. Vale a dire, tenendo conto delle differenze territoriali sia in termini di ricchezza che in termini di costo standard dei servizi.

Termine per l’approvazione dei bilanci

Nel 2013, il termine per l’approvazione dei bilanci prevenivi dei comuni per l’anno 2013 era il 30 novembre 2013!

Il che non era solo una presa in giro bella e buona (che bilancio preventivo si può mai approvare a fine anno?!) ma era anche una delle ragioni principali per cui si erano fermati gli investimenti comunali (finchè non si approva il bilancio non si possono impegnare nuovi lavori pubblici).

Finita la stagione delle proroghe

Quest’anno, per la prima volta, lo Stato ha pubblicato un anno prima, fine novembre 2017, l’ammontare esatto dei trasferimenti ad ogni comune, e il bilancio preventivo deve essere approvato inderogabilmente entro il 28 febbraio.

La stagione delle proroghe infinite, quelle in cui tutti (Stato e comune) perdevano la propria credibilità, è finita per sempre.

Patto di Stabilità

Nel 2014 era in vigore da 17 anni il Patto di Stabilità interno. Significava che un comune doveva accumulare un surplus di entrate rispetto alle uscite, per contribuire alla riduzione del deficit dello Stato.

Significava anche che se aveva liquidità in cassa non poteva spenderla per finire di pagare i lavori di anti-sismica fatti lo scorso anno.

Oppure significava che se riceveva un contributo regionale o europeo per costruire un nuovo asilo nido in quattro anni, solo il primo anno poteva eseguire i lavori senza l’assillo di sforare il Patto; negli altri tre, per effetto di regole assurde, era a rischio.

‘Regola del pareggio’

C’è una nuova regola definita “la regola del pareggio”, che risolve tutti i problemi prima accennati, e ha permesso per la prima volta – dopo dieci anni di cali ininterrotti – di far riprendere gli investimenti pubblici locali.

E c’è la possibilità, per quasi un miliardo, di utilizzare gli avanzi per fare ancora più investimenti.

Stato e Comuni

Comuni

Tante altre cose sono cambiate: dopo 74 anni, i comuni non pagano più (al posto dello Stato) le spese per il mantenimento degli uffici giudiziari.

Stato

Lo Stato ha stanziato fondi appositi per aiutare i comuni ad estinguere i vecchi mutui, e per aiutare e velocizzare la progettazione delle opere pubbliche.

 Approvazione del Bilancio di previsione

Per chi approva il bilancio di previsione entro il 31 dicembre dell’anno prima c’è un primo pacchetto di sfoltimento di vincoli inutili e ridondanti (sulle sponsorizzazioni, sui convegni, sulla rappresentanza, ecc), retaggio di una stagione in cui i rapporti tra i livelli di governo erano determinati dalla sfiducia e non dal binomio autonomia e responsabilità.


Patto di stabilità, abolizione Imu e Tasi, risorse per la sanità

Videoforum con Paris e Marattin