Grande svincolo autostradale
Image licensed by Ingram Image

Infrastrutture: tema al centro del programma di governo

Fondamentale il tema delle infrastrutture nei governi a guida PD. Con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, sono stati avviati interventi sulla mobilità a 360 gradi, dai porti agli aeroporti,  dal sistema di logistica alle piste ciclabili, dalle ferrovie al trasporto pubblico.

 

Oggi la Salerno-Reggio Calabria ha una veste nuova: è diventata A2 “Autostrada del Mediterraneo

 

Oggi l’autostrada Salerno-Reggio Calabria ha una veste nuova, con servizi tecnologici innovativi, itinerari turistici collegati, e ha pure cambiato nome: da autostrada A3 “Salerno-Reggio Calabria” è diventata A2 “Autostrada del Mediterraneo”, come naturale prosecuzione – si legge nel sito web dedicato https://www.autostradadelmediterraneo.it/home# – dell’itinerario Nord-Sud, che assieme alla A1 “Autostrada del Sole”, unisce la Lombardia alla Calabria.

 

Dalle Grandi Opere alle Opere Utili

Con il governo Renzi, e poi col governo Gentiloni, è cambiata prima di tutto la filosofia degli interventi. Dalle cosiddette “Grandi opere” si è passati alle “Opere utili”. Ciascuna di esse contribuisce alla rete complessiva di connessione del nostro Paese, facendo emergere il ruolo centrale dell’Italia negli scambi con l’Europa. Le strategie adottate nei diversi settori hanno l’obiettivo finale di portare il nostro Paese ai livelli europei.

 

‘Connettere l’Italia’ piano strategico da 123 miliardi 

“Connettere l’Italia” è il piano strategico da 123 miliardi, nel rispetto della peculiarità italiana e di conformazione geografica del territorio, con al centro la pianificazione, la valutazione delle opere, la progettazione di qualità e il coinvolgimento dei territori, nonché la valorizzazione del patrimonio esistente.

 

Obbiettivi: migliorare la mobilità migliorando la qualità della vita

 

  • Accessibilità ai territori, all’Europa e al Mediterraneo;
  • qualità della vita e competitività delle aree urbane;
  • sostegno alle politiche industriali di filiera;
  • mobilità sostenibile e sicura.

Mobilità dolce: dalle ferrovie turistiche alle ciclovie

Tra le parole chiave per “connettere l’Italia”, troviamo lo sviluppo della mobilità urbana sostenibile e della ciclabilità urbana.

Insieme all’alta velocità, si è progettato anche in termini di “mobilità dolce”, con lo sviluppo delle ciclovie, delle ferrovie turistiche su linee in disuso o in corso di dismissione situate in zone di particolare pregio naturalistico, storico, culturale e dei cammini nazionali.

 

Il piano prevede inoltre il rinnovo di tutto il parco autobus italiano per un’azione reale di potenziamento e incentivo del trasporto pubblico locale.

 

Ciclovie per l’Italia che pedala

Per le ciclovie, il governo ha previsto fino al 2024 oltre 300 milioni di euro di investimenti, che diventano 700 milioni con i cofinanziamenti.

 

Le prime quattro ciclovie turistiche previste:

  1. Ciclovia del Sole, Bologna-Firenze: il costo stimato è di 61,65 milioni di euro, mentre per il progetto di fattibilità tecnica ed economica sono stati stanziati 1,06 milioni di euro;

 

  1. Ciclovia Vento, Venezia-Torino: il costo stimato è di 129,70 milioni di euro, sono state assegnate risorse per 2,75 milioni di euro per il piano di fattibilità;

 

  1. Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese: la stima per la sua realizzazione è di 106,51 milioni di euro, mentre le risorse assegnate per il progetto di fattibilità tecnica ed economica sono pari a 814 mila euro;

 

  1. Grab, Grande raccordo anulare delle bici: il costo stimato per questa ciclovia di Roma è di 14,88 milioni di euro e le risorse attribuite per il progetto di fattibilità tecnica ed economica ammontano a 146 mila euro.

 

Sistema dei porti: Riforma della Portualità e della Logistica

Per l’Italia, una penisola nel Mediterraneo, il sistema portuale è strategico sotto ogni punto di vista.

La Riforma della Portualità e della Logistica ha dato vita a un sistema portuale nazionale riorganizzato, con meno burocrazia e più efficienza.

 

I 58 principali porti italiani riorganizzati in 15 nuove Autorità di Sistema Portuale

I 58 principali porti italiani sono stati riorganizzati e riuniti in 15 nuove Autorità di Sistema Portuale, cui è affidato un ruolo strategico di indirizzo, programmazione e coordinamento del sistema dei porti della propria area.

 

Le Autorità sono i nodi di una rete logistica che integra trasporto marittimo, terrestre e aereo, in continuità con i Corridoi TEN-T che collegano l’Italia all’Europa, dal Baltico all’Atlantico, e alle reti del Mediterraneo.

Inoltre gestiscono anche la realizzazione delle nuove opere infrastrutturali, grazie ad investimenti di 450 milioni di euro l’anno.

 

Si riparte dal Sud

Programma di investimento infrastrutturale per il Mezzogiorno pari a 49 miliardi di euro, di cui 36 miliardi già disponibili.

L’obiettivo è l’internazionalizzazione del Mezzogiorno e il suo organico inserimento nella rete dei corridoi transeuropei.

 

Tra il 2014 e il 2017 il trasporto passeggeri e merci è aumentato nel Sud ad una velocità maggiore rispetto alla crescita del Pil. Inoltre, il numero di passeggeri che sono transitati negli aeroporti del Sud è aumentato del circa il 20% rispetto al 16% della media nazionale.

Il segno positivo va posto anche accanto al trasporto passeggeri via mare: +9.4% rispetto a +8.5%  della media nazionale.