ecoreati

Ecoreati: una legge fondamentale per l’Italia che sta funzionando bene e comincia a dare i primi frutti. In due anni si sono registrati meno reati ambientali e si è colpita l’ecomafia.

Legge contro gli Ecoreati: una rivoluzione per l’Ambiente

Si tratta di una legge lungamente attesa e che ha finalmente visto la luce due anni fa (Legge n. 68 del 22/05/2015), recependo la Direttiva 2008/99/CE sulla tutela ambientale, e permettendo un deciso contrasto dei crimini ambientali, insieme a un significativo rafforzamento delle azioni di prevenzione. Una normativa che ci pone all’avanguardia in Europa, rappresentando un vero e proprio unicum, con l’inserimento di nuovi delitti, l’inasprimento delle sanzioni e il raddoppio dei termini di prescrizione.

 

Ecoreati Cosa Sono

Quali sono i nuovi reati introdotti (Scarica il dossier):
Si tratta di reati particolarmente gravi:

Disastro ambientale

Viene definito disastro ambientale l’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema, o l’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali, l’offesa all’incolumità pubblica determinata con riferimento sia alla rilevanza del fatto per l’estensione della compromissione ambientale o dei suoi effetti lesivi, sia al numero delle persone offese o esposte al pericolo. Il disastro ambientale è aggravato se commesso in area protetta o sottoposta a vincolo, o in danno di specie protette. Viene punito con la reclusione da 5 a 15 anni.

 

Inquinamento ambientale

Chiunque cagioni una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili dello stato preesistente delle acque o dell’aria o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; di un ecosistema, della biodiversità,
anche agraria, della flora o della fauna, viene punito con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 100.000 euro. Previste inoltre aggravanti se dalla condotta criminosa si produca una lesione personale (reclusione da 2 anni e 6 mesi a 7 anni), una lesione grave (reclusione da 3 a 8 anni), una lesione gravissima (reclusione da 4 a 9 anni), e in caso di morte della persona (reclusione da 5 a 12 anni). In caso gli eventi lesivi siano molteplici e a danno di più persone, si applica la pena prevista per il reato più grave aumentata fino al triplo, entro il limite di 20 anni di reclusione.

 

Traffico e abbandono di materiali ad alta radioattività

Chiunque «cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona materiale di alta radioattività ovvero, detenendo tale materiale, lo abbandona o se ne disfa illegittimamente» viene punito con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro.

 

Impedimento del controllo ambientale

Chiunque impedisca, intralci o eluda l’attività di vigilanza e controllo ambientale e di sicurezza e igiene del lavoro, impedendone l’accesso o mutando artificiosamente il loro stato, viene punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

 

Omessa bonifica

Viene punito con la reclusione da 1 a 4 anni e con la multa da 20.000 a 80.000 euro chiunque, pur essendovi obbligato, non provvede alla bonifica, al ripristino e al recupero dello stato dei luoghi.

 

Ecomafia e Abusivismo Edilizio

 

Specificità dell’azione di contrasto alle ecomafie

La normativa introduce una aggravante specifica per i reati commessi dalla criminalità organizzata, con l’obiettivo di colpire proprio le cosiddette ecomafie. Secondo i rapporti di Legambiente, ammontano a circa 30mila gli illeciti ambientali compiuti annualmente in Italia, per un giro di affari stimato di circa 15 miliardi di euro che coinvolge circa 300 clan mafiosi.

 

Riforma ecoreati: l’introduzione del ravvedimento operoso

Punto di forza della nuova legge, in linea con l’idea di una giustizia riparativa, è il ravvedimento operoso, ovvero la possibilità di depenalizzazione negoziata con sanzioni amministrative per quanto attiene alle contravvenzioni meno gravi. Tutti coloro che agiscono per bonificare e mettere in sicurezza le aree inquinate e che coopererano per evitare danni ulteriori alle arre già compromesse, possono beneficiare di sconti di pena. Lo scopo della legge è produrre un’azione di deterrenza, oltre a costruire una politica attiva di  prevenzione.

 

Risultati: In 2 anni: -7% reati ambientali, + 20% arresti, -32% fatturato ecomafie

 

I successi dei primi anni
Reati ambientali diminuiti del 7%, arresti aumentati del 20%, fatturato delle ecomafie ridotto del 32%. Questi i risultati contenuti nel rapporto di Legambiente (giugno 2017) a due anni dall’entrata in vigore.

 

La legge sugli ecoreati fa onore all’Italia e rappresenta un unicum in Europa

I numeri del rapporto Ecomafia di Legambiente dicono che nel 2016 gli arresti per i reati ambientali sono cresciuti del 20% mentre i reati sono scesi del 7%.

“Questa legge fondamentale per il Paese sta funzionando bene e comincia a dare i primi frutti”. Così il presidente della Commissione Ambient della Camera, Ermete Realacci, in occasione della presentazione del Rapporto Ecomafia 2017 di Legambiente.

Secondo i dati diffusi dalla Commissione di inchiesta parlamentare sul ciclo dei rifiuti lo scorso febbraio, il reato più diffuso e contestato è il delitto di inquinamento ambientale, che registrava, alla data del dossier della Commissione, 47 indagini su 26 Procure, seguito dal delitto di disastro ambientale, con 5 segnalazioni in altrettante Procure. Due le indagini per morte o lesioni come conseguenza dell’inquinamento ambientale, sei quelle per delitti colposi contro l’ambiente e quelle per impedimento di controllo, tre per traffico di materiale radioattivo come per omessa bonifica.