Legge sulle Unioni Civili

Dopo anni di attesa, finalmente anche il nostro Paese si è dotato, attraverso il ddl Cirinnà – dal nome della prima firmataria, la senatrice Pd Monica Cirinnà –  di uno strumento atto a regolamentare le unioni civili fra persone dello stesso sesso, con specifico riferimento agli articoli 2 e 3 della nostra Costituzione, che sanciscono diritto inviolabile l’uguaglianza dei cittadini senza distinzione di sesso e la conseguente pari dignità.
Titolo della legge è “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze“. Vediamo nello specifico cosa prevede.

Unioni civili: cosa sono, come si costituiscono e come sono normate

Si definiscono unioni civili tutte quelle forme di convivenza di coppia, basata su vincoli affettivi ed economici, alla quale la legge riconosce attraverso uno specifico istituto giuridico uno status giuridico analogo, per molti aspetti, a quello conferito dal matrimonio. In Italia l’istituto giuridico dell’unione civile è regolato dalla Legge 20 maggio 2016 N. 76 (ddl Cirinnà).

Che cos’è il ddl Cirinnà?

L’insieme di norme riguardanti le unioni civili tra persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze.

Chi si può unire civilmente e come si fa?

Persone dello stesso sesso, maggiorenni. Ci si reca di fronte all’ufficiale di stato civile con due testimoni. L’ufficiale provvede alla registrazione dell’unione civile nel registro anagrafico del Comune.

Quando non si può fare l’unione civile?

  •  Tra eterosessuali
  • Se una delle due persone sia già sposata o abbia un’altra unione.
  • Se una delle due persone sia interdetta.
  • Se sussistano rapporti parentela analoghi a quelli che impediscono il matrimonio.
  • Se una delle due persone è stata condannata per omicidio del coniuge o di chi sia stato unito civilmente all’altra persona. Nel caso di rinvio a giudizio o di sentenza non definitiva l’unione è sospesa.

Cosa si può decidere al momento dell’unione civile?

Il regime patrimoniale e l’eventuale adozione di un cognome comune.

Quali sono i diritti e i doveri derivanti dall’unione?

Tra i più rilevanti: assistenza morale e materiale, coabitazione, contribuzione ai bisogni comuni, potere e dovere di concordare l’indirizzo della vita familiare, estensione delle disposizioni di legge e dei contratti collettivi di lavoro previste per matrimoni e coniugi anche alle parti dell’unione civile.

Che succede per l’eredità?

Si applicano le stesse norme relative alla successione esistenti per i coniugi.

Come si scioglie un’unione civile?

Con l’istituto del divorzio breve o del divorzio diretto.

Gli uniti civilmente hanno diritto alla pensione di reversibilità, in caso di morte del partner?

Sì, perchè sono previsti tutti i diritti sociali. Secondo le stime dell’Inps il costo per lo Stato, a regime, potrebbe arrivare al massimo a una quarantina di milioni l’anno.

Unioni civili e convivenze di fatto

Cosa sono le convivenze di fatto?

Un rapporto che lega due persone maggiorenni (eterosessuali o dello stesso sesso) unite stabilmente da legami affettivi di coppia che non siano né matrimonio, né unione civile.

Quali sono diritti e doveri della convivenza?

La reciproca assistenza in caso di malattia, di ricovero, la possibilità di visita in carcere. Ciascun convivente può inoltre designare l’altro quale suo rappresentante con pieni poteri in caso di malattia o di morte per le decisioni in materia di salute, donazione di organi, funerali.


Cosa prevede il disegno di legge per la casa di residenza?

Il convivente superstite ha il diritto di continuare ad abitare nella stessa casa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore ai due anni, e comunque per non più di cinque anni. Il convivente ha inoltre diritto di succedere al deceduto nei contratti di affitto. Ai conviventi si applicano le regole riguardanti i nuclei familiari per l’assegnazione delle case popolari.

Esiste un obbligo di mantenimento o di corresponsione di alimenti in caso di cessazione della convivenza di fatto?

Il giudice lo può stabilire per un periodo proporzionale alla durata della convivenza, ove uno dei due versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento


Che succede nel caso un convivente lavori nell’impresa dell’altro?

Gli spetta una partecipazione agli utili dell’impresa familiare, a meno che tra i due non esista un altro rapporto di società o di lavoro subordinato.

Quali sono gli altri campi in cui un convivente è parificato al coniuge?

L’interdizione, l’inabilitazione, il risarcimento dei danni.

Quando inizia e quando termina la convivenza?

Al momento della costituzione della famiglia anagrafica.
Per accordo tra le parti, recesso unilaterale, morte di uno dei contraenti, matrimonio o unione civile di uno dei conviventi.

Quando è impossibile la convivenza?

Nel caso una delle due persone sia sposata, abbia un’unione civile, o ancora se sia minore, interdetta o sia stata condannata per omicidio o tentato omicidio del partner dell’altra.

 

Differenze fra unioni civili e matrimonio

Il matrimonio si differenzia per l’obbligo di usare il cognome dell’uomo come cognome comune, attendere un periodo di separazione da sei mesi a un anno prima di sciogliere l’unione (per le unioni civili ne bastano tre), la possibilità di sciogliere l’unione nel caso che non venga “consumata” e fare le “pubblicazioni” prima di contrarre l’unione.

Le distinzioni maggiori riguardano la stepchild adoption e l’obbligo di fedeltà. Entrambe presenti nel testo originario del ddl (art. 5 la stepchild adoption, art. 3. l’obbligo di fedeltà), sono state eliminate dopo il voto in Senato.

 

Sì ai diritti che non c’erano, oggi l’Italia è più civile ed europea

“Abbiamo legato la permanenza in vita del Governo a una battaglia per i diritti, mettendo la fiducia. Non era accaduto prima, non è stato facile adesso. Ma era giusto farlo. Leggo critiche, accuse, insulti. Rispetto tutti e ciascuno, dal profondo del cuore. Ma quel che conta è che stasera tanti cittadini italiani si sentiranno meno soli, più comunità. Ha vinto la speranza contro la paura. Ha vinto il coraggio contro la discriminazione. Ha vinto l’amore”. Così Matteo Renzi, commentando l’approvazione della legge.

 

Per saperne di più…

Tutte le tappe della legge, dalla discussione parlamentare ai decreti attuativi