Politiche agricole

Da cenerentola dell’economia a eccellenza del nostro Paese: l’agricoltura, poco considerata, tassata e bistrattata prima dell’azione dei governi PD, oggi è davvero un settore centrale che ha avuto una svolta senza precedenti, grazie anche alla forte detassazione decisa dal governo Renzi.

Oltre che settore economico di primaria importanza, oggi l’agricoltura è identità e stile di vita.
È cultura e tradizione ma anche innovazione, perché porta con sé delle parole chiavi importanti, come rispetto dell’ambiente, sviluppo sostenibile, diritto al cibo, tecnologie ed energia pulite.

Le politiche agricole e, più in generale, l’intero comparto agroalimentare hanno, dunque non solo piena centralità nell’agenda del Partito Democratico e dei Governi Renzi e Gentiloni, ma rappresentano volani fondamentali per l’Italia.

agricoltura

Abolizione Imu Agricola e Irap Agricola

Questa centralità è stata dimostrata da fatti concreti, a cominciare dal taglio delle tasse, con l’abolizione dell’Imu agricola e dell’Irap Agricole, ma anche di altre imposte e tasse: via Imu, Irap e Irpef agricole, per un totale di 1,3 miliardi di tasse in meno, con il conseguente rilancio degli investimenti.

La decisione venne presa da Governo Renzi e ottenne immediatamente reazioni del tutto positive dal mondo agricolo. La Coldiretti, ad esempio, sottolineò come “la riduzione degli oneri fiscali consente alle imprese agricole di recuperare risorse”. Tali risorse saranno utilizzate “per gli investimenti finalizzati all’innovazione e alla crescita dell’occupazione in un settore particolarmente dinamico come l’agroalimentare made in Italy”.

Insomma, da tempo il mondo agricolo attendeva un segnale così deciso. Solo i governi Pd sono stati in grado di offrire segnali forti e concreti, grazie a provvedimenti che consentono alle imprese agricole di guardare nella direzione dello sviluppo e di una maggiore competitività del settore.

 

Agricoltura:  Made in Italy, lavoro ai giovani, meno tasse e imprese più forti

Non ci sono solo sgravi fiscali per l’agricoltura. Dal piano giovani per il ricambio generazionale in agricoltura alle misure per favorire la ricerca e l’innovazione, dai finanziamenti agevolati per l’acquisto di nuovi impianti e attrezzature al sostegno delle filiere del pomodoro, del riso, del luppolo e della birra artigianale, dell’allevamento delle api, i governi Renzi e Gentiloni hanno riportato ossigeno  all’intero comparto.

 

Agricoltura Intensiva e Agricoltura Biologica

Dal secondo dopoguerra in avanti, il passaggio da un’agricoltura di sussistenza a un’agricoltura intensiva ha certamente portato un benessere e condizioni economiche migliori. In realtà, ha però anche definito la strada verso produzioni che hanno un rilevante impatto ambientale.

Oggi si torna indietro: ovviamente non verso l’agricoltura di mera sussistenza, ma verso un’agricoltura di qualità (biologica, biodinamica, lotta integrata).
Un’agricoltura che preservi il paesaggio, non riduca la superficie agricola utilizzabile e garantisca la salute dei consumatori.

Una risposta significativa ai cambiamenti climatici, alla tutela della biodiversità, non può arrivare da un maggior impiego della chimica. Arriverà, invece, dalla tecnologia che rispetta le leggi della natura, quindi con l’agricoltura biologica, con il recupero di terreni abbandonati storicamente destinati alla coltivazione, con la riscoperta e valorizzazione di bio-varietà antiche e da tempo non utilizzate.

 

Chiariamoci le idee…

Agricoltura di sussistenza definizione

Lo scopo è ottenere dai campi il cibo sufficiente per nutrire esclusivamente la propria famiglia.

Agricoltura intensiva definizione

l’obbiettivo è ottenere il massimo rendimento per ettaro. È un’agricoltura industrializzata, che utilizza anche prodotti chimici di sintesi come i fertilizzanti

Agricoltura biologica definizione

È un metodo di lavorazione che si affida alla fertilità naturale del terreno e a tecniche naturali come la rotazione dei terreni. Prevede un utilizzo sostenibile delle risorse ed esclude l’uso di sostanze di sintesi chimica (concimi, insetticidi ecc) e anche di prodotti OGM.

 

Competitività delle imprese

Giovani, semplificazioni, sgravi, benefici: l’agricoltura torna al centro

  • Mutui a tasso zero;
  • Detrazione per affitto dei terreni al 19% per giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli fino a 35 anni;
  • Incentivi all’assunzione di giovani con contratto a tempo indeterminato o determinato di minimo 3 anni, con sgravio di 1/3 della retribuzione lorda;
  • Deduzioni Irap per ogni lavoratore assunto con contratto a tempo determinato di almeno 3 anni e per almeno 150 giornate all’anno;
  • Registro unico dei controlli;
  • Estensione della diffida prima delle sanzioni amministrative pecuniarie;
  • Dematerializzazione dei registri;
  • Semplificazioni nel settore vitivinicolo;
  • Credito d’imposta per innovazione e sviluppo di prodotti e tecnologie al 40% degli investimenti fino a 400mila euro;
  • Credito d’imposta per nuove reti d’impresa di produzione alimentare al 40% degli investimenti e fino a 400mila euro;
  • Credito d’imposta per l’e-commerce agroalimentare al 40% degli investimenti e fino a 50mila euro;
  • Avvio del sistema di consulenza aziendale in agricoltura.

 

Agricoltura sociale: coltivare la terra coltivando l’inclusione

La finalità dell’agricoltura sociale è di integrare nell’attività agricola iniziative di carattere socio-sanitario. I beneficiari possono essere persone diversamente abili, minori in situazione di difficoltà, detenuti. Oggi in Italia ci sono 390 cooperative attive, 4.000 occupati e l’agricoltura sociale produce circa 200 milioni di euro di fatturato.

Gli interventi di sostegno per l’agricoltura sociale

  1. Recupero del patrimonio edilizio esistente ad uso degli imprenditori agricoli per le attività di agricoltura sociale con finanziamenti regionali;
  2. Priorità per l’assegnazione delle gare di fornitura a mense pubbliche per prodotti agroalimentari provenienti da agricoltura sociale;
  3. Individuazione di aree pubbliche comunali per il commercio dei prodotti agricoli “sociali”;
  4. Concessione a titolo gratuito anche agli operatori dell’agricoltura sociale di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata.

 

Export agricolo

L’Istat ha pubblicato a metà gennaio 2018 i dati sul commercio estero relativi al periodo gennaio-novembre 2017, dati che indicano in 37,6 miliardi di euro la quota  dell’export agroalimentare Made in Italy. È di oltre 7 punti percentuali la crescita rispetto allo scorso anno: nel solo mese di novembre ha toccato quota 3,9 miliardi, un +8,5% rispetto a quello del 2016.

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