Bonus Bebè 2017: le Novità

Bonus Bebè, un grande aiuto dei governi Pd a favore delle famiglie.
Quando nasce un bambino, è una gioia grande, prima di tutti per la famiglia che lo accoglie alla vita. A volte questi momenti belli diventano difficili perché gravati da preoccupazioni e difficoltà economiche.

Il Bonus bebè  è una delle tante iniziative a sostegno della famiglia messe in campo del Partito Democratico. “In questi tre anni e mezzo – ha dichiarato la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi – abbiamo messo in campo misure rivoluzionarie: riforma del mercato del lavoro, bonus bebè, 80 euro. La famiglia è la priorità. Nella Manovra 2018 si è data ancora maggior attenzione ai nuclei familiari con più figli e più difficoltà”.

Ecco allora cosa prevede il Bonus Bebè, una delle novità messe in campo per aiutare economicamente le famiglie e dare una mano così anche alle donne che lavorano.

È fondamentale evidenziare come si tratti di misure non occasionali, ma di carattere strutturale.

 

Che cos’è il bonus bebè

Possiamo definire il bonus bebè come un assegno di natalità, quindi un contributo economico che lo Stato eroga, attraverso l’Inps, come aiuto alle famiglie che si trovano in difficoltà economica.

Si tratta di un assegno che è corrisposto ogni mese fino al terzo anno di vita del bambino o al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato.

È istituito dalla legge 190 del 2014, (legge di stabilità 2015), attuata tramite decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2015.

 

Bonus bebè: a chi spetta

L’assegno di natalità, anche detto Bonus bebè è destinato alle famiglie con un figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018.

È un sostegno economico legato al reddito. Infatti, solo le famiglie che rientrano in certi limiti di reddito Isee possono presentare la richiesta per accedere al bonus destinato alle neo mamme, alle mamme adottive o affidatarie per ogni nuovo figlio nato o per ogni minore adottato o in affido.

L’entità dell’assegno del Bonus bebè dipende, quindi, dall’ISEE del nucleo familiare e sono due le tipologie di situazioni:

  • 960 euro l’anno (80 euro al mese per 12 mesi) con ISEE fra i 7.000 e i 25.000 euro annui.
  • 1.920 euro l’anno (160 euro al mese per 12 mesi) con ISEE non superiore a 7.000 euro annui.

Sarà l’INPS a versare l’assegno direttamente al richiedente con accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN intestati al richiedente.

Bonus Bebè Documenti Necessari e Tempistiche

I genitori si chiederanno quando occorre presentare la domanda per richiedere il bonus bebè.

La richiesta per il bonus bebè o assegno di natalità deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita o dall’ingresso del bambino in famiglia (se adottato o affidato).

Cosa succede se non si rispettano i 90 giorni?

Se non si presenta la domanda nei tempi indicati, la conseguenza sarà che arriveranno meno soldi rispetto a quelli cui si avrebbe diritto.

Il ritardo rispetto ai 90 giorni farà iniziare l’erogazione del bonus bebè dalla data in cui è stata trasmesso il modulo e non dalla data di nascita del bambino o del suo ingresso nella famiglia adottiva o di affidamento.
Per quanto riguarda i documenti, la prima cosa da fare è raccogliere tutti quelli che serviranno per ottenere l’ISEE (dichiarazione dei redditi, conti correnti, libretti di risparmio ecc). A questo scopo, ci si può rivolgere ai patronati: il servizio di rilascio dell’ISEE è gratuito.

Ottenuto l’ISEE, i genitori naturali, adottivi o affidatari possono presentare la domanda per vedersi riconosciuto il bonus bebè in in diversi modi:

  • Online: accedendo al sito INPS con PIN dispositivo;
  • Per telefono chiamando il numero verde 803.164 per chi telefona da rete fissa o allo 06 164.164 per chi chiama da cellulare ma in questo caso la chiamata è a pagamento secondo il proprio tariffario;
  • CAF e Patronati.

 

Bonus Bebè: la durata

Per quanti anni si può prolungare il bonus bebè? La sua durata in aiuto alle famiglie con difficoltà economiche è di 3 anni, a partire dalla data di nascita del figlio oppure dalla data di ingresso del minore in famiglia, se si tratta di un bambino adottato o preso in affidamento.

Nella Manovra finanziaria 2018, è stato confermato il bonus bebè almeno fino al 2020, con alcune novità. Per il 2018 si conferma l’assegno a 960 euro annui. Dal 2019 l’assegno sarà di 480 euro annui. Il bonus viene raddoppiato a chi presenta un indicatore della situazione economica equivalente non superiore a 7mila euro annui.

In sintesi:

2018

  • assegno di 80 euro al mese per chi ha un reddito Isee pari o inferiore a 25.000 euro;
  • assegno di 160 euro per chi ha un reddito Isee pari o inferiore a 7.000 euro

Dal 2019 in poi:

  • assegno di 40 euro al mese per chi ha un reddito Isee pari o inferiore a 25.000 euro;
  • assegno di 80 euro per chi ha un reddito Isee pari o inferiore a 7.000 euro