decreto mezzogiorno
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Il migliore antidoto contro le fake news è sicuramente il recupero della memoria a sostegno delle argomentazioni portate. E la verità è che da numerosi decenni non si vedeva una tale concentrazione di misure a favore delle regioni italiane del Sud, come quelle prese dai governi a guida Pd.

Grazie al Decreto Mezzogiorno, si da grande impulso alla crescita del Sud. Sono previste semplificazioni e procedure più efficienti. Si creano zone economiche speciali. Si prevedono interventi a favore di giovani imprenditori del Meridione. Si finalizzano risorse per la formazione e riqualificazione dei lavoratori di aziende in crisi. Si combatte la dispersione scolastica e la marginalità sociale.

Torniamo qualche anno indietro. A fine luglio 2015 la Svimez, nella sua consueta anticipazione del Rapporto sulla economia del Sud, facendo riferimento ai dati del 2014, sviscerò una serie di dati terribili sul Sud Italia. E quei dati innescarono un dibattito pubblico importante. Matteo Renzi, segretario del Pd e Presidente del Consiglio in carica convocò il 7 agosto, a distanza di pochi giorni una direzione nazionale per affrontare, le criticità del Mezzogiorno.

 

Masterplan per il Sud

E’ lì che prese vita il Masterplan per il Mezzogiorno ma fu soprattutto la sede in cui la “questione meridionale” tornò ad avere una centralità politica.

Oggi viene da sorridere quando dalla destra, nelle sue molteplici sfaccettature, si levano critiche verso il PD e il centrosinistra per le difficoltà del Mezzogiorno. In molti casi sono gli stessi che nel recente passato, in silenzio, votavano il dirottamento di rilevanti risorse dalle politiche per il Mezzogiorno al pagamento delle multe sulle quote latte.

A distanza di due anni, per il secondo anno consecutivo il PIL del Mezzogiorno è cresciuto più di quello del centro nord. Siamo usciti anche al Sud dalla più lunga fase di recessione conosciuta dal Paese dal secondo dopoguerra. Ci sono segnali incoraggianti che lo dicono.

 

Mezzogiorno dati positivi

I dati Istat e un il recente studio Confindustria- SRM sanciscono la positività delle azioni di governo e che il Sud è forza di traino. Il PIL del Mezzogiorno è cresciuto più di quello del centro nord.
Ci sono segnali incoraggianti dalla ripresa della industria manifatturiera con un più 7%, oltre il doppio della media Italia. Aumenta anche il numero delle start up innovative (il 31,1% in più nel II trimestre del 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), un dato migliore di quello registrato al Centro-Nord (+22,4%). Il Mezzogiorno, dunque, è ripartito.

 

Piano investimenti

Occupazione Sud

È cresciuta anche l’occupazione e nei primi 8 mesi del 2017 sono stati incentivati oltre 90 mila rapporti di lavoro nell’ambito della misura “Occupazione Sud“.
Certo abbiamo consapevolezza che i problemi sono ancora tanti ma credo sia innegabile l’impegno portato avanti in questa legislatura dai Governi Renzi e Gentiloni a sostegno del Mezzogiorno.
Nel corso del 2017 sono stati convertiti in legge due decreti legge e anche lo strumento utilizzato, quello della decretazione d’urgenza mostra una sensibilità non scontata.

Resto al Sud

Sono state varate misure importantissime come “Resto al Sud” lo strumento gestito  da Invitalia per incentivare i giovani all’avvio di attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno con una dotazione finanziaria complessiva di 1 miliardo e 250 milioni di euro, a valere sul Fondo Sviluppo e coesione.

Un finanziamento fino ad un massimo di 40 mila euro per ciascun richiedente, con una quota a fondo perduto del 35 per cento e il restante 65 attraverso un prestito a tasso zero da restituire in 8 anni. Un incentivo aperto anche alle coooperative con un tetto massimo di 200 mila euro a progetto.

ZES Zone Economiche Speciali

Sono state previste finalmente le ZES (Zone Economiche Speciali) con una dotazione di 200 milioni di euro per attrarre investimenti nelle aree retro portuali. E’ una battaglia vinta in Europa che aveva sempre osteggiato questa misura. Oggi realtà come Gioia Tauro, Taranto, Cagliari, possono usufruire di uno strumento importante per attrarre investimenti industriali.

Banca delle terre incolte

Abbiamo previsto la “Banca delle terre incolte” per promuovere l’imprenditoria nel settore agricolo tra gli under 40 e recuperare alla produttività vaste aree di territorio incolto. L’agricoltura è il settore che al Sud, in questi anni, ha fatto registrare il maggior incremento di occupati.

 

Piano investimenti e altre opportunità

A questo vanno aggiunte le risorse per la decontribuzione, per il credito d’imposta che è intervenuto a sostegno del settore manifatturiero, nonché quelle stanziate per i Patti con le 8 regioni meridionali e le città metropolitane per un importo complessivo di oltre 95 miliardi di euro fino al 2022 per infrastrutture, ricerca, innovazione, cultura, turismo, welfare, e servizi.
Tutto questo senza mai dimenticare la Valutazione di impatto delle altre misure generali approvate e che al sud hanno una valenza molto importante. Ad esempio il Reddito di Inclusione che interesserà prevalentemente il Mezzogiorno nel contrasto alla povertà.
Tuttavia siamo noi stessi che ci rendiamo conto che le cifre da sole non bastano perché la questione meridionale non è solo questione di risorse ma soprattutto di “visione”.

La politica di Renzi e il Sud

Il merito politico del Pd a guida di Matteo Renzi è stato quello di non aver assecondato la logica del “pianto” e della “lamentazione” ma di aver puntato sulla voglia e la determinazione di riscatto.

È su questo punto che emerge la differenza tra il Pd e i populisti. Cioè tra chi lavora per migliorare le condizioni del sud partendo dalle opportunità e creando occasioni e chi invece si rifugia nella retorica “neoborbonica” facendosi scudo delle difficoltà delle persone.
Al Sud si giocherà probabilmente la partita più importante in vista delle prossime elezioni politiche per la guida del Paese e noi affronteremo questa battaglia forti dell’impegno messo in campo e delle misure realizzate. Noi non siamo quelli a cui il presepe non piace mai solo per ricordare il grande Eduardo De Filippo.
Siamo riusciti a spostare le lancette dell’orologio della politica sul Mezzogiorno e questo lo rivendichiamo con orgoglio. Vincere gli stereotipi, abbattere i luoghi comuni, ridurre lo spread della diffidenza tra cittadini e politica sarà il terreno sul quale muoverà la nostra proposta politica sapendo di poter raccogliere l’attenzione di questa macroregione di 20 milioni di abitanti, vera grande risorsa dell’Italia del futuro.


L’obiettivo del Decreto Mezzogiorno

Sostenere la nascita e la crescita di imprese

A favore di chi

Imprenditori e lavoratori, in particolare i giovani

Le risorse

Oltre 3,5 miliardi