Progetto 0 6 Infanzia
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Alle bambine e ai bambini, dalla nascita fino ai sei anni, per sviluppare potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, in un adeguato contesto affettivo, ludico e cognitivo, sono garantite pari opportunità di educazione e istruzione, di cura, di relazione e di gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali .

(Articolo 1 del Decreto legislativo 65/2017)

In Italia i servizi socio-educativi per l’infanzia sono in una situazione di sofferenza certificata dall’ultimo rapporto Istat. Poche strutture, costi eccessivi a carico delle famiglie, importanti differenze territoriali.

Questo significa che sono troppo pochi i bambini che possono beneficiare di questo servizio, nonostante vi siano i posti. Inoltre, i loro genitori, nella maggior parte dei casi, sono costretti a far fronte a delle rette sempre più alte.

Per questo, uno dei decreti attuativi della legge 107/2015, la Buona Scuola, istituisce la nascita del sistema integrato di istruzione per la fascia da 0/6 anni.

Grazie alle risorse stanziate, il Progetto 0-6 anni consente di realizzare un piano pluriennale di potenziamento dei servizi, abbassamento dei costi e superamento delle disuguaglianze sociali e territoriali.

 

Obiettivi del sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni

Gli obiettivi sono indicati molto chiaramente nel testo del decreto:

  • il progressivo consolidamento, ampliamento e accessibilità dei servizi educativi per l’infanzia,
  • il raggiungimento di almeno il 33% di copertura della popolazione sotto i tre anni di età a livello nazionale;
  • la graduale diffusione dei servizi educativi per l’infanzia con l’obiettivo tendenziale di giungere al 75 per cento nei Comuni.

 

Le risorse

Nel 2017 –per realizzare il piano- sono stati stanziati 209 milioni di euro, 224 per il 2018 e 239 per il 2019 che le Regioni distribuiranno direttamente agli Enti locali che gestiscono i servizi.

Queste risorse saranno utilizzate, in particolare, per

  1. nuove costruzioni,
  2. ristrutturazione edilizia,
  3. restauro e risanamento conservativo,
  4. riqualificazione funzionale ed estetica,
  5. messa in sicurezza meccanica e in caso d’incendio,
  6. risparmio energetico e fruibilità di stabili, di proprietà delle Amministrazioni pubbliche e per contribuire alle spese di gestione.

 

Sistema 0-6 anni:  Assunzioni di educatori laureati

I fondi serviranno per la formazione in servizio del personale educativo e docente che, a differenza del passato, dovrà essere laureato in scienze dell’educazione ad indirizzo specifico per educatori dei servizi per l’infanzia o in scienze della formazione primaria.

Servono, dunque, educatori altamente preparati,  perché, al di là delle specificità della cura riservata ai più piccoli, il comune denominatore dei bambini da 0 a 6 anni dovrebbe essere «l’apprendere l’apprendere», ovvero più che i contenuti, imparare l’approccio per relazionarsi ai problemi (problem solving, più che competenze scolastiche).

 

bambino che gioca con palloncini #labuonascuola
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Non servizi a domanda individuale ma progetto educativo 0-6 anni

Oltre all’urgenza di implementare un servizio ancora poco diffuso rispetto alla media europea, c’è anche un’altra idea di fondo.

L’istituzione del sistema integrato risponde, infatti, all’esigenza di promuovere una nuova idea dei servizi educativi per l’infanzia.

Occorre che essi escano dalla dimensione assistenziale a domanda individuale, per entrare a pieno titolo nella sfera educativa, superando la distinzione 0/3 anni e 3/6 anni.  Rimangono, ovviamente, le differenze degli obiettivi pedagogici tra 0-3 e 0-6 anni, ma l’obiettivo è garantire continuità educativa.

Si tratta di un processo unitario che coinvolge, per la prima volta, i servizi educativi per l’infanzia (nido e micronido, servizi integrativi, sezioni primavera) e la scuola dell’infanzia statale e paritaria.  Verrà gestito in modo coordinato dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti locali che avranno compiti e funzioni bene definite.

I nidi e le scuole dell’infanzia non devono essere semplicemente un luogo dove lasciare i bambini nel tempo dedicato al lavoro ma l’inizio del percorso scolastico.

Da qui la necessità di avere personale altamente qualificato e continuamente formato e di garantire continuità con il primo ciclo di istruzione.

 

Strutture Educative da 0 a 6 Anni: i Poli per l’Infanzia

Sono stati stanziati alle Regioni 150 milioni di euro destinati alla costituzione di Poli per l’Infanzia. Si tratta di fondi INAIL previsti dal decreto attuativo della Buona Scuola che potranno essere utilizzati nel corso dei prossimi tre anni.

I Poli per l’Infanzia servono per potenziare la ricettività dei servizi, soprattutto nelle aree dove maggiore è la domanda e poche le strutture disponibile.

Inoltre, sostengono la continuità del percorso educativo e scolastico .

I Poli per l’infanzia accoglieranno, in un unico plesso o in edifici vicini, più strutture di educazione e di istruzione con l’obiettivo di offrire esperienze progettate nel quadro di uno stesso percorso educativo.

Il modello di realizzazione di queste strutture è quello proposto per la costruzione delle #scuoleinnovative: i progetti saranno selezionati nell’ambito di un concorso per idee.

 

Standard uniformi in tutta Italia

Nel nostro Paese il problema della denatalità è causato anche dalla carenza di servizi. Inoltre, è grande la disparità territoriale nella distribuzione di nidi e scuole dell’infanzia, si potranno garantiremo maggiori opportunità di educazione, istruzione e cura a chi -fino ad oggi- ne ha beneficiato in misura minore, offrendo a bambini e famiglie servizi ispirati a standard uniformi su tutto il territorio.

 

Partecipazione delle famiglie

La riforma prevede che ci sia da parte delle famiglie  una partecipazione diretta e un monitoraggio attraverso gli organismi di rappresentanza.