Esiste un’urgenza nel nostro Paese: la condizione delle politiche sociali. Anni di progressivo abbandono, ripetuti tagli ai Fondi sociali, riforme annunciate e poi rinviate hanno relegato l’Italia agli ultimi posti in Europa in quanto a protezione sociale.
Un Paese con un welfare debole non cresce nemmeno economicamente e ne risente la qualità dei servizi e, ovviamente, la qualità della vita dei cittadini.
In questi pochi ma intensi mesi di lavoro il Governo e il Parlamento hanno messo le basi per un rilancio e per una riforma organica e strutturale delle politiche sociali: dalla salute all’assistenza, al lavoro.
Il Piano per la Salute, la riforma del Terzo Settore, l’accordo Stato- Regioni sul finanziamento della sanità e delle politiche a favore della non-autosufficienza, la riforma del lavoro sono segnali importanti di un sensibile cambio di rotta per intervenire non solo sulle emergenze e sul contrasto delle forme sempre più complesse di povertà, ma anzitutto con politiche di prevenzione e di benessere sociale.
I problemi però sono molti, aggravati anche da questo delicato momento di recessione economica che percuote l’intera Europa. E? necessario, infatti, un cambio di rotta.
C?è bisogno di una riforma organica e strutturale – e anzitutto culturale – fondata su una visione del welfare moderna, disincrostata da quel retaggio burocratico che ha prodotto un modello di assistenzialismo generico e spesso inefficace nella risoluzione dei problemi di una persona e di una famiglia, assicurando sempre le tutele e quel principio costituzionale del diritto alla cura – in particolare nei confronti delle persone più fragili – che caratterizza il nostro sistema di protezione sociale.
C?è bisogno di ridefinire – anche sulla base del percorso già avviato – ruoli, compiti e doveri di tutti gli attori pubblici e privati su un piano di responsabilità e di solidarietà – concreta, efficiente ed efficace – che aumenti la professionalità e la qualità dei servizi a favore delle persone e delle comunità locali.
Con questo spirito abbiamo pensato e realizzato le proposte che animano i dibattiti della settimana del welfare di Livorno, con la presenza di esponenti del governo, parlamentari, amministratori locali e di autorevoli relatori del mondo accademico e dell’associazionismo, esempio di una sinergia tra mondo della politica e società civile.
Davide FaraoneResponsabile nazionale PD Welfare e Scuola