Un Welfare centrato sulla persona.
Al centro del nuovo welfare ci deve essere la persona come soggetto di diritti e di doveri, ossia come cittadino inserito in una rete di relazioni sociali e di responsabilità individuali e collettive. Per questo vogliamo rivendicare il ruolo decisivo dell’intervento pubblico in un rapporto di interazione positiva con le energie della società civile e come organizzatore e regolatore di meccanismi di mercato che includano tutti i cittadini. In sintesi, la nostra è una visione radicalmente diversa da quella teorizzata dal governo di destra: non la ritirata dello Stato, sperando nella supplenza contrattuale delle categorie forti e nella compassionevole carità del dono per gli “ultimi”, ma uno Stato che sia programmatore e regolatore forte di un complesso di prestazioni cui tutti hanno diritto ad accedere. Uno Stato che promuova una imprenditorialità diffusa nei soggetti di offerta pubblici, privati e non profit, in funzione dei bisogni dei cittadini e valorizzando il principio di sussidiarietà.
La riforma del Welfare su basi nuove.
Dobbiamo passare da una società centrata sul ruolo del lavoratore, maschio, adulto e “capofamiglia”, ad una società con ruoli lavorativi, familiari e relazionali ben più articolati, ma esposta ad incertezze ed a fattori di sofferenza vecchi e nuovi. Collocare il cittadino al centro del sistema di welfare significa:

  • realizzare un più avanzato equilibrio tra universalismo e assicurazioni sociali basate sulla condizione lavorativa;
  • promuovere l’uguaglianza delle opportunità per tutte le persone;
  • realizzare politiche volte a sostenere la capacità di autodeterminazione dei cittadini;
  • rafforzare il potere di scelta del cittadino per migliorare l’aderenza dei servizi ai bisogni.
Puntare sui giovani.
Vogliamo promuovere l’autonomia dei giovani, superare il ritardo e la precarietà che caratterizzano il loro ingresso nel mondo del lavoro, riaprire la speranza nel futuro.
Sostenere le famiglie.
Le carenze del sistema di welfare italiano scaricano sulla famiglia una pesante funzione di supplenza. Un impegno oneroso che rischia di mettere in crisi la tenuta stessa delle relazioni familiari, oltre ad avere costi pesanti soprattutto per le donne. Le famiglie vanno sostenute costruendo un contesto di servizi e di prestazioni che ne faciliti la formazione, ne migliori la qualità della vita quotidiana, le aiuti a fronteggiare le situazioni di fragilità, allevii il carico per le donne, riequilibri i ruoli di genere.
Ripartire dai più piccoli.
Il tasso di crescita del Paese, le trasformazioni del mercato del lavoro e nelle famiglie, possono essere affrontati positivamente solo attraverso una moderna cultura dell’infanzia e politiche pubbliche conseguenti. Si rende perciò necessaria una legislazione organica riguardante:

  • una Legge quadro e il Garante nazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza;
  • un sistema integrato dei servizi che garantisca il processo educativo e sostenga conciliazione e genitorialità;
  • un sistema di media a misura di bambini e adolescenti.
Anziani e società: nuove esigenze e nuovi servizi.
L’allungamento della vita media delle persone richiede una società in cui la vita in età anziana sia una vita ancora ricca di possibilità e di relazioni umane. Per questo è necessario promuovere l’invecchiamento attivo delle persone in modo da garantire, anche a coloro che cadono in condizioni di non autosufficienza, una vita dignitosa in un contesto relazionale adeguato.
Per una civile convivenza.
Un welfare universale e delle pari opportunità si occupa di tutte le persone che vivono nel nostro territorio, promuovendone nei tempi e nei modi necessari l’accesso alla cittadinanza.Noi del PD vogliamo evitare la competizione tra i ceti più deboli della popolazione: no alla guerra tra poveri, no alla competizione tra italiani più poveri ed immigrati.Obiettivi conseguibili attraverso il potenziamento, per tutti, della rete integrata dei servizi, la previsione del reddito di solidarietà attiva, un piano nazionale per le politiche dell’integrazione con un relativo fondo e, più in generale, un welfare universale basato su diritti e doveri.Vanno garantiti a tutti, a prescindere dalla condizione giuridica, la tutela dei diritti umani fondamentali, come la salute, la maternità e la tutela dei minori.
La casa è un diritto essenziale.
Per consentire ai giovani di emanciparsi nei loro percorsi di studio, professionali e sentimentali, per favorire la mobilità sociale e ridurre i rischi di esclusione sociale, può essere utile l’introduzione di provvedimenti come la cedolare secca, a condizione che sappiano coniugare i vantaggi per i proprietari e per gli inquilini, favoriscano l’emersione delle locazioni “in nero” e incentivino il canone concordato. Occorre inoltre rilanciare un nuovo modello di edilizia residenziale pubblica ed efficientare il patrimonio esistente; reintegrare i fondi per il sostegno dei disagi più gravi, promuovere concretamente l’housing sociale ed incentivare le iniziative degli enti locali volte a sostenere i cittadini colpiti da morosità incolpevole.
Ripartire dai soggetti deboli.
Il welfare che vogliamo realizzare garantisce una rete di servizi di sostegno alle persone disabili,rendendo effettive ed esigibili le prestazioni ed i servizi previsti dalla normativa vigente.Vogliamo rispondere ai bisogni con un approccio sociosanitario integrato, attraverso interventi domiciliari, centri diurni e residenziali, servizi di trasporto, attività di integrazione, socializzazione, inclusione sociale e lavorativa, in grado di assicurare ai disabili una vita indipendente, rasserenando le famiglie sul loro futuro attraverso il cosiddetto “dopo di noi”.
Il contrasto alla povertà.
Per garantire una rete di protezione di base contro la povertà, vogliamo promuovere l’istituzione di un Reddito di Solidarietà Attiva rivolto alle persone che, per qualunque ragione, si trovano in condizioni di povertà.
Una rete integrata dei servizi per un Welfare di tutti.
La rete integrata dei servizi sociali, in un contesto sempre più necessario di integrazione socio-sanitaria, così come previsto dalla Legge quadro 328 del 2000, costituisce una condizione fondamentale per realizzare un welfare locale e comunitario. L’obiettivo è garantire un contesto di vita sociale e civile più avanzato che, insieme al lavoro, permetta di conseguire i seguenti risultati:

  • l’inserimento attivo delle persone nel mondo del lavoro;
  • l’eliminazione dell’assistenzialismo e delle disuguaglianze;
  • il sostegno ai compiti di cura svolti dalle persone e dalle famiglie;
  • il superamento di tutte le fragilità;
  • il reinserimento sociale dei cittadini disabili con percorsi personalizzati.

Vogliamo denunciare il sostanziale azzeramento di tutti i fondi sociali da parte del governo Berlusconi e l’arretramento in una logica di welfare residuale.

Un welfare centrato sulla persona, per dare sostegno a tutti i soggetti deboli: giovani, donne, famiglie, anziani, poveri, immigrati, disabili.