Governo Ombra

Proposta. Per fissare nell’agenda politica le direttive del PD. Opposizione. Per far vivere i nostri contenuti nel parlamento e nel paese. Iniziativa. Per vivere rapportandosi intensamente con le forze organizzate della società italiana. Allargamento. Delle relazioni del partito Democratico, incontrando la società civile, le tante città all’insegna della discussione e dell’ascolto. Sono queste le quattro parole chiave dell’esecutivo dell’opposizione secondo Walter Veltroni. “Non ci limiteremo solo a dare risposte a ciò che i ministri diranno, ma detteremo le priorità programmatiche del partito democratico”. Così nella prima riunione si è parlato di sicurezza, Libano e rinnovo dei vertici Rai, con tre dossier curati rispettivamente da Marco Minniti (interno), Piero Fassino(esteri) e Giovanni Melandri (comunicazioni). Per Minniti “sulla sicurezza finora abbiamo ascoltato tutto e il contrario di tutto, aspettiamo le proposte del Governo. La politica dell’annuncio aumenta il senso di insicurezza degli italiani. Il primo tema da affrontare riguarda i poteri dei sindaci per la sicurezza sul territorio”. Poi ha elencato tre principi fondamentali: l’effettività della pena, l’impegno contro la clandestinità, perchè “chi entra clandestinamente deve essere espulso e chi vuol lavorare va fatto entrare”. Minniti ha parlato anche di “un grande dimenticato nella discussione sulla sicurezza: la lotta alla criminalità organizzata. Un pacchetto per la sicurezza non può non contenere argomenti e proposte importanti su questo tema. Su tutti questi temi deve esserci coperazione forte tra governo e sindaci”. Fassino ha sottolineato la necessità di non far venir meno la funzione di pace della presenza italiana in Libano, decisa in sede ONU. Per il segretario PD “la missione di pace deve continuare e serve una forte azione europea”. Per Chiamparino (riforme) il governo ombra dovrà portare nell’agenda politica gli argomenti che stannoa cuore al paese. Il governo ombra servirà ad avere un opposizione ferma ma nell’ambito del riconoscimento reciproco”.” La prossima riunione dello shadow cabinet si terrà a Milano. Lo ha annunciato lo stesso Veltroni illustrando il funzionamento del nuovo organismo: “Incontreremo la società lombarda, poi andremo in altre città, dovrà essere una consuetudine all’insegna della discussione e dell’ascolto. La prima riunione ci è servita per definire finalità e obiettivi di uno strumento nuovo, ma che ha già avuto apprezzamenti importanti, anche sulla stampa – il riferimento è all’articolo di Lloyd su la Repubblica – è stata riconosciuta la validità della nostra scelta. Il governo ombra si riunirà ogni giovedì alle 13. L’istituzionalizzazione del governo ombra. “Sono comvinto che la struttura del governo ombra dovrà avere una fisionomia istituzionalmente riconosciuta -ha detto Veltroni – c’è già il riconoscimento politico da parte della maggioranza, che ne parla come di un fatto nuovo e importante. Serve un passo in avanti, facendone un soggetto interlocutore del governo anche nei dibattiti parlamentari”. Il governo ombra sarà insediato in Parlamento rapportandosi a capigruppo e commissioni, rispettandone le funzioni, rispettando il ruolo autonomo dei parlamentari. Il segretario del PD ha parlato anche della telefonata che gli ha fatto il premier, Silvio Berlusconi: “La considero inusuale per come si è svolta la vita politica italiana in questi anni, ma la considero normale in una democrazia compiuta. Discuteremo dei temi su cui confrontarci dopo il voto di fiducia”. Veltroni boccia i primi passi del nuovo governo: “Confermo Confermo che la maggioranza ha iniziato male, con la scelta dei presidenti delle Camere e con la nomina del Commissario Europeo. Tuttavia penso che sia giusto verificare la disponibilita’ della maggioranza ad avere un rapporto corretto con l’opposizione. Comunque, l’opposizione sarà forte e programmatica. Ad esempio sull’informazione, che si conferma un grande tema su cui vigilare, di cui la nomina del Consiglio di Amministrazione della Rai è solo una parte”. Guarda la conferenza stampa sulla prima riunione del governo ombra, in cui Veltroni risponde anche alle domande giiornalisti sulla crisi in Libano e sulla Rai.