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Voler studiare e non poterlo fare è un insulto alla dignità umana, ha dichiarato il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani parlando agli studenti. L’istruzione pubblica e di qualità per tutti, senza distinzione di censo e di appartenenza geografica è infatti un tema fondamentale per il Partito democratico che ha presentato, con la presidente della Commissione Cultura, scienze e Istruzione della Camera dei deputati, Manuela Ghizzoni, un emendamento per incrementare il fondo integrativo statale per la concessione delle borse di studio. Emendamento che è stato approvato oggi in Commissione e grazie al quale viene rifinanziato con 50 milioni il Fondo statale per il diritto allo studio. Ghizzoni ha commentato che “con l’incremento di 50 milioni al fondo, abbiamo compiuto un passo importante per fermare la fuga dall’università e per contrastare l’immobilità sociale, che mortifica nel nostro Paese i talenti dei giovani e le loro speranze di futuro. Ma siamo ancora lontani – ha concluso – da un sistema di diritto allo studio comparabile con quello dei principali continentali, ma – ha commentato – senza l’approvazione di questo emendamento ci saremmo ancor più allontanati dalla giusta strada”. “Scongiurati i tagli lineari alla scuola è stato ripristinato il diritto allo studio costituzionalmente sancito – ha concluso Ghizzoni – siamo il Paese europeo che investe meno in istruzione, in rapporto alla spesa pubblica complessiva. In Italia solo il 7% degli studenti ha una borsa di studio, un dato preoccupante, soprattutto se associato al dato che riporta un drastico calo delle immatricolazioni dovuto alla difficoltà di affrontare economicamente gli studi superiori”. Marco Meloni, il responsabile università e ricerca del PD si è comunque dichiarato “molto preoccupati perché, per la prima volta dopo tre anni nei quali si era comunque trovato il modo di limitare la riduzione delle risorse per l’università, la legge di stabilità non sembra dare alcuna certezza al riguardo. Per questo al governo, e in particolare al ministro Profumo, il PD, chiede un impegno più forte ed esplicito“. Per Meloni “l’unico segnale positivo è rappresentato dall’approvazione, oggi in Commissione, dell’emendamento presentato da Manuela Ghizzoni, per il resto, nel 2013 l’intervento dello Stato a favore degli studenti sarà molto vicino a quello di quest’anno. Risorse di entità assai inferiore ai principali paesi europei, e del tutto insufficienti rispetto alle necessità degli studenti italiani, tanto più che le Regioni hanno ridotto il loro contributo, caricandolo sull’aumento della tassazione studentesca. Per questo da mesi chiediamo al governo, purtroppo invano, di cambiare del tutto l’impostazione delle politiche per il diritto allo studio, e faremo di questo tema un centrale della nostra azione di governo per aumentare il livello di istruzione e l’eguaglianza di opportunità dei giovani italiani”. “