erasmus studenti

IL TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE


1) Com?è nato l’interesse per il tema? Il PD da anni segue il problema. Per esempio il Sen. Ceccanti se ne era occupato nel 2011 in occasione dei referendum e ancora appena prima la fine della legislatura con un Ordine del giorno al Senato. I nostri deputati eletti all’estero negli scorsi cinque anni hanno lavorato a una revisione della legge elettorale per l’estero che tenesse meglio in considerazione la nuova emigrazione, fatta di persone che circolano e che non per forza si stabiliscono a vita in un nuovo paese, com?era il caso di chi partiva con la ?valigia di cartone? negli anni ?50, e che dunque includesse studenti Erasmus, overseas, ma anche stagisti e giovani lavoratori precari. A gennaio 2013, poi, in seguito alla protesta online abbiamo chiesto che il decreto coprisse anche le categorie escluse, ma senza successo. Ora chiediamo un consenso a tutte le forze politiche su questa proposta per farla approvare urgentemente prima delle prossime elezioni. 


2) Qual è il problema? Il primo problema viene dal sistema di voto estero: possono votare gli iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). Tuttavia, agli studenti Erasmus non è consentita l’iscrizione all’AIRE, perché il periodo di soggiorno è troppo breve (sei mesi o un anno al massimo). Il secondo problema viene dal decreto 223/12, che non include gli studenti Erasmus e simili tra i cittadini ?temporaneamente all’estero?. Tra questi, infatti, rientrano solo i militari in missione o i ricercatori. In realtà, il problema di fondo è una rete consolare in grande difficoltà dopo anni di tagli. Per questo motivo la nostra proposta è indipendente, ma certo non slegata da un ripensamento più generale dell’AIRE che il PD sta portando avanti dalla scorsa legislatura. 
3) Qual è la vostra proposta? La nostra proposta è di creare una lista elettorale per i cittadini all’estero per meno di 12 mesi complessivi che coprirebbe quindi studenti Erasmus o overseas, stagisti, lavoratori, volontari con un contratto di lavoro/stage o un certificato di iscrizione che provi il soggiorno all’estero. Questa nostra proposta coprirebbe anche le categorie ?temporanee? già previste dal decreto come militari e diplomatici. 
4) Quindi come si voterà se la vostra legge sarà approvata? I cittadini registrati in questo albo temporaneo entro quaranta giorni dal voto riceveranno al proprio domicilio le schede elettorali e voteranno per corrispondenza inviandole al proprio consolato di riferimento. I voti saranno conteggiati nella circoscrizione estera. Esattamente come succede a chi si registra all’AIRE. 
5) Perché non prevedere il voto per corrispondenza o online? Il voto online risolverebbe molti problemi ma al momento non esiste ancora un consenso sui sistemi tecnici per evitare le frodi e garantire la sicurezza. Pragmaticamente ci atteniamo al sistema in uso. Invece, il voto per corrispondenza nella propria sezione elettorale comporta seri problemi di segretezza del voto perché le schede provenienti dall’estero nelle piccole sezioni rischiano di essere poche. Anche un’eventuale centralizzazione a livello regionale o provinciale si scontrerebbe con problemi pratici di sicurezza nel processo di spedizione e ricezione. Infine, una legge di questo tipo potrebbe aver senso stante l’attuale legge elettorale che presenta circoscrizioni grandi. Se si tornasse a circoscrizioni più piccole con il Mattarelum o altri sistemi elettorali, inoltre, bisognerebbe nuovamente ripensare la legge. Con la nostra proposta vincoliamo il voto dei ?temporaneamente all’estero? a quello dell’AIRE, qualunque sia il sistema e la legge elettorale.