Nuovo piano straordinario per un’educazione di qualità da 0 a 6 anni.
Trasformare l’asilo nido da servizio a domanda individuale a diritto educativo di ogni bambina e bambino. Assicurare a tutti i bambini un posto nella scuola dell’infanzia.


Dare certezza di risorse alle scuole per innovare la didattica.
Ogni scuola deve poter contare su risorse umane e finanziarie certe per un triennio. Per assicurare continuità e innovare la didattica: assegnare un organico funzionale che includa, anche per reti di scuole, personale stabile per le supplenze brevi e professionalità specializzate a supporto dei ragazzi con bisogni speciali (disabilità, autismo, dislessia, discalculia). Questo sistema comporta molti vantaggi a parità di spesa:

  • il superamento del precariato scolastico;
  • la programmazione certa dei fabbisogni di insegnanti e conseguente piano di reclutamento;
  • la piena autonomia delle scuole nell’organizzazione della didattica per raggiungere l’obiettivo del successo scolastico dei ragazzi e delle ragazze.
Scuola primaria.
Vogliamo l’estensione a tutto il Paese del tempo pieno e del modulo a 30 ore con le compresenze. È dimostrato che questi modelli educativi garantiscono più alti livelli di apprendimento.
Definitiva attuazione del Titolo V.
Gli uffici scolastici regionali, trasferiti dal ministero alle Regioni, alle quali spetta di definire il dimensionamento e il numero delle autonomie scolastiche, la distribuzione nel territorio delle scuole, le specializzazioni nella scuola superiore. Passare dai livelli essenziali delle prestazioni (Lep) ai livelli essenziali degli apprendimenti e delle competenze (Leac), per garantire l’unitarietà dell’ordinamento dell’istruzione: un ragioniere di Torino deve avere le stesse competenze di uno di Trapani, competenze utili a raggiungere gli obiettivi di Lisbona e gli standard internazionali.
Formare e reclutare gli insegnanti di domani.
Serve una terapia d’urgenza per il precariato, immettendo in ruolo a tempo indeterminato coloro che oggi lavorano con incarichi annuali. Non costa molto di più allo Stato e assicura qualità alla scuola. Il personale scolastico deve restare in servizio per non meno di 3 anni nella stessa scuola per garantire la continuità didattica. No alla chiamata diretta. Introdurre la formazione in servizio obbligatoria e certificata.
Lotta alla dispersione.
Il tasso più alto di dispersione scolastica si ha tra gli 11 e i 16 anni. Servono quindi dei raccordi tra medie e biennio delle superiori che vogliamo unitario, per aiutare i ragazzi a fare scelte più consapevoli.
Obbligo di istruzione a 16 anni.
Realizzare in tutta Italia le anagrafi regionali degli studenti (ad oggi ne abbiamo 11 su 20 Regioni).
Investire sull’istruzione tecnica e professionale di qualità.
Armonizzare il sistema dell’istruzione, di competenza dello Stato, con quello della formazioneprofessionale, di competenza delle Regioni. Il divario territoriale è una delle criticità più rilevanti, da affrontare con:

  • la fissazione dei Livelli essenziali di apprendimento e competenze;
  • la legge sull’apprendimento permanente;
  • il riconoscimento, la validazione, la certificazione pubblica dei crediti e delle competenze e l’accreditamento delle strutture formative.
Piano straordinario per l’edilizia scolastica.
Due scuole su tre non sono a norma di legge. In Italia solo il 46% delle scuole ha il certificato di agibilità statica, contro il 98% della Germania, il 93% della Francia e il 92% dell’Inghilterra. Le risorse stanziate, anche dall’ultimo governo di centro sinistra, spesso non possono essere spese dagli enti locali, per i vincoli imposti dal “patto di stabilità” interno. Chiediamo per questo che dal patto vengano escluse le spese per l’edilizia scolastica.
Il diritto alla scuola d’infanzia, la continuità didattica, scuole efficienti, funzionanti e sicure, istruzione tecnica e professionale di qualità, lotta alla dispersione.