Il decimo obiettivo di innovazione riguarda uno dei primi diritti, forse il primo, che ogni individuo ha: quello alla sicurezza. Malgrado l’impegno generoso delle forze dell’ordine, i cittadini si sentono più insicuri: la qualità della vita ne viene gravemente danneggiata. E il danno è più grave per chi è più debole. Far sentire sicuri i cittadini, aumentando la presenza di agenti per strada e anche utilizzando nuove tecnologie è uno dei principali obiettivi programmatici del Partito Democratico. E’ questione di entità delle risorse pubbliche dedicate, ma è soprattutto questione di migliore impiego delle risorse umane e finanziarie già disponibili. Se si vogliono più agenti in divisa a presidio del territorio, di giorno e di notte, in centro e in periferia, nelle città e nelle campagne, si impongono misure radicali. Trasferiremo ai comuni funzioni amministrative e vareremo un piano di mobilità interna alla Pubblica Amministrazione di personale civile oggi sottoutilizzato, per impiegarlo nelle attività amministrative di supporto alle attività di polizia. Le nuove tecnologie, a cominciare dalle reti senza fili a larga banda (WI-FI, WIMAX) consentono un’infinita possibilità di controllo del territorio. Col loro impiego si possono aiutare i cittadini più esposti alla paura: le donne che escono sole di notte, gli anziani che si muovono nel quartiere, i bambini che vanno a scuola, possono essere protetti dalla rete, attivando un allarme in caso di pericolo. Le stesse iniziative di video sorveglianza dei privati, che nascono come funghi, potrebbero avere convenienza a diventare un terminale della rete, contribuendo alla sua espansione e ottenendo in cambio preziosi vantaggi. Stazioni e fermate del trasporto pubblico possono diventare, da luogo insicuro per definizione, l’esatto contrario: le “boe della sicurezza” nel mare metropolitano, consentendo collegamenti agili con le forze dell’ordine. La sicurezza dipende anche dalla certezza della pena. Troppo frequenti sono i casi di condannati per reati di particolare allarme sociale che vengono ammessi a rilevanti benefici di legge senza avere mai scontato un giorno di carcere. Il “pacchetto sicurezza” approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 ottobre scorso aveva ampliato il numero dei reati particolarmente odiosi, fra questi la rapina, il furto in appartamento, lo scippo, l’incendio boschivo e la violenza sessuale aggravata. E in tutti questi casi prevedeva l’obbligo della custodia cautelare in carcere, il giudizio immediato, l’applicazione d’ufficio della custodia cautelare in carcere già con la sentenza di primo grado e l’immediata esecuzione della sentenza di condanna definitiva senza meccanismi di sospensioni. Su questa linea noi proseguiremo.