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Vedo troppe imprecisioni che fanno male soprattutto all’Unità. Il PD non è il responsabile di questa drammatica situazione, la responsabilità è di chi l’ha gestita fino ad ora. Cosi il tesoriere del Partito Democratico Francesco Bonifazi che aggiunge: “In primis del socio di maggioranza assoluta. Se il 1 agosto si fermano le pubblicazioni dipende dal fatto che i soci non hanno provveduto ad effettuare il finanziamento di 1,6 milioni di Euro richiesto dai liquidatori per garantire la continuità della testata fino al 30 settembre. Quindi per non far cessare l’attività era semplice: bastava che uno dei soci, magari anche chi tra loro aveva fatto un’offerta, versasse quanto richiesto. Ma nessuno ha provveduto. 

Quindi deve essere chiaro che anche nel caso che fosse stata accettata una delle offerte in campo il giornale avrebbe chiuso lo stesso per mancanza di liquidità. In più, tutte le offerte presentate non avevano i requisiti minimi per essere accolte: nessuna aveva un piano industriale, nessuna aveva un piano editoriale, nessuna indicava un valore certo di acquisto della testata. Un’azienda con 30 milioni di debiti non si salva con un affitto di 85mila euro al mese senza determinazione certa e garantita del valore d’acquisto della testata. Queste proposte farsa  – conclude Bonifazi –  avrebbero solo fatto fallire l’ Unità. Da sempre il Pd è impegnato al 100% per trovare la soluzione definitiva. Noi salveremo l’Unità”. 
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Nel corso del pomeriggio le altre dichiarazioni. 

Il vice segretario del PD Lorenzo Guerini : “E? il momento per tutti di avere molta responsabilità. Il PD ne è consapevole ed è impegnato al massimo. Occorrono soluzioni forti e stabili per dare un futuro all’Unità e ai lavoratori che in questi mesi difficili hanno garantito l’uscita del giornale. L’Unità è un patrimonio di tutto il Paese che non va disperso. Per questo occorre però che tutti coloro che sono coinvolti collaborino per salvare il giornale. Non è tempo di polemiche, ma di mettere in campo tutte le energie necessarie per raggiungere questo obiettivo”.

“L’Unitá è un pezzo della storia democratica dell’Italia e della sinistra. Ora dobbiamo fare l’impossibile per impedirne la chiusura”. Così il capogruppo del PD alla Camera, Roberto Speranza.

“╘ grave la decisione dell’assemblea dei soci di Nuova Iniziativa Editoriale di sospendere le pubblicazioni de L’Unità. ╘ un danno pesante al pluralismo dell’informazione e al dibattito culturale e politico. ╘ una ferita profonda per il Pd. A tutte le lavoratrici e i lavoratori, da tre mesi senza stipendio, impegnati a costruire le condizioni del rilancio del giornale, va la nostra solidarietà. 

Facciamo appello alla segreteria del Partito Democratico e ai soci della NIE, in particolare a quanti hanno le maggiori responsabilità nella società, affinché cooperino a trovare una soluzione per riportare al più presto L’Unità in edicola. 
L’Unità, come dimostrato dalle vendite degli inserti pubblicati in occasione del suo novantesimo compleanno e per il trentesimo anniversario della morte di Berlinguer, ha enormi potenzialità. ╘ necessaria una proprietà che ci creda, investa e valorizzi le professionalità del giornale. Noi cercheremo con il massimo impegno possibile di contribuire al riavvio immediato delle pubblicazioni e al rilancio del giornale”. Lo hanno dichiarato i deputati del PD Stefano Fassina, Gianni Cuperlo e Alfredo D’Attorre.

“L’@unitaonline deve vivere. ╘ una voce che nessuno ha mai zittito. #iostoconlunita”. Lo ha scritto Pier Luigi Bersani su Twitter