Foto di Silvio Garbini

Un’Italia più semplice, più giusta e più forte. Questo è ciò che ciascuno di noi è chiamato a decidere domenica con il suo voto. L’alternativa è lasciare tutto come è adesso, tutto più complicato, con ingiuste diversità di trattamento tra le persone e i territori. Anzi, il rischio è quello di una maggiore incertezza, di una instabilità che non conviene a nessuno, soprattutto a chi si trova più in difficoltà.

 

Le persone hanno già sperimentato sulla loro pelle che cosa significhi avere governi deboli o instabili, tecnici o politici che fossero. Invece c’è bisogno di un’Italia stabile e forte, liberata da un sistema bloccato che limita le sue potenzialità di crescita, e che decide bene e presto per rispondere ai bisogni delle persone.

 

Un’Italia che sia ancora più in grado di far sentire la sua voce in Europa, per cambiarla profondamente e farla tornare ai suoi valori fondativi. Non è più accettabile che su problemi comuni si continui a lasciare il peso della loro soluzione a un singolo Paese solo perché si trova in condizioni geografiche sfavorevoli. È così sull’immigrazione, ma non solo. I rappresentanti del no, un fronte quantomeno variegato e variopinto, hanno tentato in tutti i modi, anche con offese e insulti, di parlare d’altro, di distrarre l’attenzione dal merito del referendum. Tipico di chi non ha argomenti per giustificare la propria posizione.

 

Noi, tutti noi in ogni parte del Paese, durante tutta la campagna abbiamo invece sempre, tenacemente, tenuto il dibattito sui contenuti della riforma, presentando le buone ragioni per dire Sì. La domanda cui saremo chiamati a rispondere è tanto semplice quanto decisiva. Riduzione dei parlamentari per una politica più sobria, decisioni più rapide ed efficienti, responsabilità più chiare tra Stato e regioni, più partecipazione dei cittadini con referendum propositivi e obbligo di discussione delle leggi di iniziativa popolare. Una politica che si avvicina alle persone, che diventa più semplice e trasparente. D’altra parte questo è da sempre la proposta dei riformatori, a partire dall’Ulivo e dal centrosinistra.

 

Dopo 30 anni di discussioni senza decisioni, questo è il momento. Abbiamo ancora poche ore per coinvolgere e convincere chi ancora non ha deciso. Non perdiamo questa occasione. Abbiamo condotto e condiviso, tutti e ciascuno, una campagna bella e intensa, che ha visto militanti, volontari, iscritti, insomma tutto il PD che crede che la sua missione sia migliorare l’Italia, metterci la testa e il cuore e tutte le proprie energie. Noi siamo quelli che pensano al futuro del Paese, portando insieme a milioni di cittadini il testimone del cambiamento.

Domani basta un Sì.