Domani si vota dalle 8 alle 20 in tutta Italia per le primarie del PD. Grazie innanzitutto ai volontari: è una grande festa della democrazia che nessun altro partito ha la forza di organizzare come facciamo noi, ma tutti gli altri partiti si sentono in dovere di criticare.

Tra commentatori e addetti ai lavori è partito adesso il coro “Dagli alle primarie”. Le vogliono sminuire, forse persino eliminare. Perché le primarie restituiscono potere ai cittadini, non agli accordi di potere dei gruppi dirigenti. Sparano sulle primarie perché immaginano un sistema diverso di selezione della classe dirigente: due editoriali, tre lanci di agenzia, un blog, qualche cena. Vogliono tornare a decidere loro.

Vogliono evitare che siate voi ad avere l’ultima parola. Difendo le primarie, difendo il PD, difendo il diritto dei cittadini di scegliere chi governerà la città, il partito, il Paese. Difendo le primarie perché la democrazia interna è un valore che non si baratta con niente. E difendo le primarie perché penso che una politica senza voti, una politica fatta solo di veti, non è politica. Andate a votare, domani. E andiamo avanti, avanti insieme.
Senza parlare male degli altri candidati, ma raccontando quale idea abbiamo per l’Italia di domani.

Chiudiamo la campagna elettorale delle primarie, da Bruxelles, dicendo all’Europa: «Europa, sii te stessa, abbi il coraggio di investire nel futuro».

 

Dicendo al PD: «PD, questa è casa tua. Non andiamo in trasferta, a Bruxelles».
Dobbiamo abituarci ad un’Italia che a Bruxelles ci sta di più e combatte, tenendo insieme l’ideale europeo e l’interesse nazionale: non sono in contraddizione.

 

Gli altri Paesi sono molto più organizzati di noi nel difendere l’interesse nazionale.
Quando ho combattuto in Europa, ho combattuto per tenere insieme la mia appartenenza all’Europa come cittadino europeo con il mio interesse di cittadino italiano – che non può essere di Serie B, rispetto agli altri Paesi che sono più organizzati di noi.

 

È arrivato il momento in cui anziché dire «ce lo chiede l’Europa», proviamo a dire «l’Italia chiede questo all’Europa».

 

L’Italia chiede più democrazia, più giustizia e più politica.
Viva l’Europa, viva l’Italia e viva il PD!