Carlo calenda Direzione nazionale
CARLO CALENDA - Ph. Imagoeconomica

«Renzi va difeso, ne comprendo l’amarezza e ne condivido lo sfogo. Non solo le colpe dei genitori non ricadono sui figli, ma anche in altre inchieste che li hanno riguardati, le accuse si sono rivelate bolle di sapone o peggio». Carlo Calenda, mai tenero con Matteo Renzi, questa volta si schiera con l’ex segretario del Pd. E l’ex ministro dello Sviluppo economico, promotore della mobilitazione #siamoeuropei per un fronte anti sovranista e una lista unica alle europee, attacca i grillini: «Non possono più dare lezioni a nessuno dopo lo spettacolo indecoroso che hanno dato su Salvini e il caso Diciotti».
 

Calenda, l’arresto dei genitori di Renzi avrà un effetto sul Pd e sulle primarie del 3 marzo?

 
«Non credo proprio che ne abbia alcuno. Renzi era ed è una risorsa preziosa per i progressisti basta vedere l’accoglienza che gli è stata riservata in occasione della presentazione del suo libro».
 

Crede ci sia un accanimento verso l’ex segretario che, questa volta suo malgrado, è al centro della scena del Pd, del dibattito e del congresso?

 
«Non ho gli elementi per giudicare. Ma certo gli arresti domiciliari appaiono un provvedimento molto severo. Però ancora una volta non si tratta di nulla che riguardi Renzi».
 

Insomma ha la sua solidarietà?

 
«Piena. Gli ho mandato un messaggio personale per quanto sta accadendo alla sua famiglia».
 

L’ex segretario ha parlato di una manovra politico-mediatica e di una coincidenza sospetta: i domiciliari ai suoi sarebbero serviti anche ad oscurare la difficoltà dei grillini sul caso Diciotti e il voto di immunità a Salvini. Lei condivide?

 
«Stiamo parlando di misure estreme date le ipotesi di reato. Questo è certo. Non vado oltre».
 

Ma non ritiene eccessive le parole di Renzi, l’allusione a una giustizia a orologeria?

 
«Renzi ha ribadito che ha fiducia nella giustizia. Però sono cose che colpiscono e provano umanamente. Sull’onda del momento difficile, con i genitori ai domiciliari, lo sfogo è comprensibile. Lo capisco umanamente».
 

C’è un attacco politico da parte dei grillini?

 
«I grillini non possono più fare la morale a nessuno, dopo lo spettacolo indecoroso dato sulla vicenda Diciotti. Aggiungo che io avrei dato libertà di scelta perché è la lettura delle carte che dovrebbe definire la posizione dei parlamentari che siedono nella giunta per le autorizzazioni e non le indicazioni di partito. Ma loro hanno scelto una strada diversa, superando il senso del ridicolo, e stabilendo un gravissimo precedente. Una questione di questa importanza e delicatezza decisa da un voto su una piattaforma privata priva di qualsiasi controllo».
 

Ma cosa la preoccupa di più in questo momento politico?

 
«La situazione economica, che si sta facendo drammatica. Gli indici di ordinativi e fatturato evidenziano un crollo che non si vedeva dal 2009. Calano gli occupati, soprattutto quelli a tempo indeterminato. Siamo in una condizione di investimenti totalmente fermi sia pubblici che privati. L’unico investimento, assurdo, è la rinazionalizzazione di Alitalia a cui si aggiunge la decisione di bocciare l’accordo di libero scambio con il Canada che ha portato a un aumento di export in tutti i settori. I grilloleghisti stanno facendo di tutto per distruggere ogni possibilità di evitare una recessione profonda».
 

Le primarie dem stanno coinvolgendo assai poco e queste vicende personali, con cui comunque si intrecciano, rischiano di allontanare ancora di più gli elettori?

 
«Può darsi che le primarie stentino a decollare, però agli incontri di Siamoeuropei, nelle tappe che facciamo, anche con i candidati alla segreteria, a me pare ci sia una grande voglia di mobilitazione e di impegno per ribadire che vogliamo cambiare l’Europa ma in modo serio. È bene che i cittadini comprendano che il modo di governare di questo esecutivo è incompatibile con la nostra permanenza in Europa. Dobbiamo mobilitarci per difendere ciò che abbiamo ereditato e non guadagnato».
 

La sua proposta di listone unitario con il Pd suscita molti dubbi sia in +Europa di Bonino che in Pizzarotti. Lei è ottimista? Il progetto andrà avanti?

 
«Penso che nessun movimento si esprimerà davvero prima dell’elezione del nuovo segretario del Pd. Ma sono ottimista. In attesa di +Europa e Pizzarotti stiamo costruendo una potente mobilitazione civica attorno a Siamo europei, che sta diventando ogni giorno più forte. Certo se le altre due forze decidessero di andare da sole c’è il rischio di buttare via dei voti. Un rischio che non possiamo permetterci».
 

Lei vota alle primarie dem? E per chi?

 
«Non voterò perché tutti e tre i candidati hanno aderito alla mia proposta e non voglio dare una preferenza all’uno piuttosto che all’altro. Ma ho chiesto di fare lo scrutatore, per dare una mano».