L’ex ministro Andrea Orlando, oggi deputato dem, è da tempo all’opposizione di Renzi e sostiene Zingaretti. «Ma una scissione renziana – dice – sarebbe un regalo ai populisti».
 

Orlando, cosa pensa del ritiro di Minniti?

 
«Non mi ha sorpreso, sono esplose contraddizioni evidenti. È una scelta di serietà e responsabilità, che scopre il gioco su due tavoli di chi pensa a un nuovo soggetto renziano. Ma apre un problema, perché quell’area politica esiste e se non è rappresentata può scatenare trasformismi».
 

Quali?

 
«Se ci sarà un candidato di area renziana, si confronteranno linee diverse. Ma se parte di quell’area andrà su Martina, ci saranno posizioni inconciliabili insieme: dal rapporto con il M5S a quello con il Pse».
 

La scissione ci sarà?

 
«Spero di no, sarebbe un vulnus per il partito e un favore ai populismi. Ma Renzi si muove da tempo oltre il Pd».
 

Le primarie si potrebbero congelare fino alle europee?

 
«Stare nel limbo sarebbe la soluzione peggiore: il partito sarebbe paralizzato e non ci sarebbe neanche una discussione capace di far emergere linee diverse, soprattutto se va avanti l’ipotesi di scissione. Se ne potrebbe almeno parlare se questa eventualità fosse negata».