“Siamo qui perchè siamo una squadra, lavoriamo per unire il Pd e non per dividere. Non torniamo indietro, guardiamo avanti. Serve un Pd nuovo, una scommessa di cambiamento”. Così Maurizio Martina nel circolo Pd di San Giovanni a Roma insieme a Matteo Richetti, compagno di ticket per la segreteria, Debora Serracchiani e Tommaso Nannicini.

 

“In queste ore noi abbiamo bisogno di unità non in termini retorici. Davanti alla gravità del momento che stiamo vivendo e a questa destra pericolosa dobbiamo essere somma e non divisione”, ha sottolineato Martina. “Noi siamo in campo nel congresso e nei circoli per rendere questo messaggio una pratica. Nelle prossime giornate proporremo una seria di azioni per fare del Pd un partito-comunità che viva il cambiamento necessario”.

 

Prima di entrare, Richetti ha anticipato alla stampa una delle proposte per il Pd: referendum tra gli iscritti sulla linea politica, dall’esito vincolante per la dirigenza.

“Un partito nel quale prendere una tessera vuol dire partecipare e poter avere voce in capitolo”, ha sottolineato nel suo intervento Matteo Richetti. “I due terzi di quelli che mandiamo in parlamento devono essere frutto di quello che arriva dai territori. Si fa sul serio, siamo alla soglia della recessione. Basta eludere il problema: senza un partito forte non c’è opposizione e non c’è alternativa”.

 

“Chi verrà indicato come segretario faccia solo il segretario perché dovrà ricostruire il Pd dalle fondamenta”, ha detto Debora Serracchiani. “Serve un partito federale che dia spazio ai territori con una autonomia che parta dalle. Risorse economiche. Abbiamo bisogno di fare elaborazione politica nei nostri circoli. L’impegno che ci siamo presi è che queste novità si facciano entro il 2019 con una modifica dello statuto”, ha aggiunto Serracchiani.

 

Per Tommaso Nannicini, quello che serve è “una rete di esperienze progressiste europee perché crediamo che oggi la politica si fa in Italia ma soprattutto a livello europeo. Noi vorremmo che questo congresso fosse la prima fase di una apertura a tutte le democratiche e i democratici di questo Paese. Vogliamo costruire l’alternativa a questo governo intercettando quello che si muove nel Paese. Il nuovo segretario del Pd deve avere un mandato dall’assemblea per costruire un governo ombra”.