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“La situazione è in rapida evoluzione e la terza ondata in Europa c’è già. L’Italia ha retto bene in un contesto internazionale difficilissimo e abbiamo riportato tutte le reti sanitarie regionali in sicurezza” ma “bastano pochi giorni per far saltare un equilibrio delicatissimo. Alcune zone del Paese devono prepararsi a conservare limiti alla circolazione, è un fatto inevitabile per quanto sgradito a tutti, a cominciare dal governo. Ma siamo sul rettilineo finale e mentre facciamo i vaccini dobbiamo tenere al riparo i più fragili e le reti sanitarie”.

Lo afferma il ministro delle Politiche regionali Francesco Boccia in una intervista al Il Messaggero. “Le limitazioni di orario sono misure sofferte, ma essenziali per la sicurezza sanitaria del Paese. E così in tutta Europa. E anche la limitazione degli orari ha evitato migliaia di morti, diciamo le cose come stanno. Sappiamo che verso le categorie più penalizzate c’è un debito di riconoscenza del Paese e l’impegno del governo a stanziare ulteriori e immediate risorse. Sarà così anche a gennaio”.

 

Spiega quindi che si attende il 15 gennaio per avere il quadro della situazione delle feste e avverte: “Con molta sincerità non me la sento di essere ottimista, anche se gli italiani sono stati nella stragrande maggioranza responsabili innanzitutto verso se stessi e le loro famiglie” e “non è un mistero che io sarei stato favorevole a una chiusura totale e radicale per tutto il periodo della festività. Ma la storia non si fa con i se. Vedremo”.

 

Quindi il nodo scuola: “Il governo ha tracciato una strada con la possibile ripresa il 7 gennaio in base alla condizione epidemiologica. Non è una scelta ideologica, ma un obiettivo. E’ evidente che lo stesso presidente del Consiglio segue con grande attenzione l’evoluzione dei contagi e le possibili difficoltà e che tutte le obiezioni delle Regioni sono prese in grande considerazione. Voglio ribadire che è la natura dell’epidemia che ci costringe spesso a prendere decisioni con un preavviso di poche ore e non la disorganizzazione. Se così fosse sarebbero disorganizzati in mezzo mondo. In Gran Bretagna e Germania hanno richiuso le scuole con un preavviso di 24 ore”, “le Regioni hanno avuto a settembre fondi supplementari per incrementare il trasporto pubblico locale che, come la Sanità, è materia delegata agli enti territoriali per quanto riguarda l’organizzazione dei servizi. Siamo convinti che abbiano approntato i piani”.