Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in una intervista a “la Repubblica” dice che il fondo Next Generation Eu rappresenta una “sfida” che l’Italia è in grado di raccogliere. E per questo servono – come ha spiegato il commissario europeo per gli Affari economici, Paolo Gentiloni – “provvedimenti straordinari”.

Misure che rendano realizzabili e puntuali tutti gli investimenti. C’è i’l precedente del cosiddetto “decreto semplificazioni”. “Ecco – chiarisce Gualtieri – dobbiamo andare avanti esattamente in quella direzione”.

L’obiettivo è sveltire le procedure, dare certezza ai destini dei fondi stanziati. “Il contenuto piu’ profondo della governance è proprio questo. La task force è una questione davvero secondaria. Io sono totalmente d’accordo con Paolo anche perché alcuni dei rischi sollevati sono esattamente quelli che io sto cercando di illustrare da settimane. E, peraltro, non è che io e Gentiloni non ci sentiamo. Diciamo che ci parliamo con una certa frequenza”.

Il ministro osserva che “se non facciamo le opere e gli investimenti nei tempi e secondo i criteri indicati, non è che riceviamo i soldi in ritardo. Li perdiamo proprio. Non funziona come per i fondi ordinari. Se non realizziamo i progetti, perdiamo i soldi. E paradossalmente li perdiamo doppiamente perché il meccanismo prevede che noi li anticipiamo e poi ce li rimborsano. E il tutto avviene secondo un calendario di verifiche che procede in base ad una serie di ‘milestone’, ossia di traguardi intermedi”.

E’ poi necessario tenere presente gli inviti della Commissione a tenere sotto controllo il debito pubblico. “Dobbiamo sempre ricordarcelo. Non possiamo pensare di modificare i saldi di bilancio ignorando a quanto ammonta il nostro fardello”, ha concluso Gualtieri.