I ministri della Cultura del G7 hanno approvato la Dichiarazione di Firenze, un documento che contiene “molti impegni importanti e sollecitazioni alle organizzazioni internazionali”. Lo ha annunciato il ministro Dario Franceschini durante l’incontro stampa a Palazzo Pitti che ha concluso la prima giornata del G7 Cultura. Franceschini ha ricordato come i sette ministri hanno concordato sull’importanza della cultura “come strumento di dialogo e avvicinamento tra i popoli”. Al tempo stesso hanno concordato anche sulla cultura “come motore dello sviluppo anche economico”.

Se il patrimonio culturale è patrimonio dell’umanità la comunità internazionale si deve adoperare per proteggerlo” e per questo “abbiamo firmato insieme un documento, siglato da tutti i paesi del G7 che contiene impegni imnportanti per noi ma anche per le organizzazioni internazionali per la tutela del patrimonio artistico in tutto il mondo”, ha detto il ministro dei Beni culturali intervenendo ai lavori del G7 della cultura. “La dichiarazione di Firenze resta un passaggio importante per la tutela della cultura”, ha ribadito Franceschini.

 

“Non è mai stato fatto prima un G7 Cultura. L’Italia ha avuto questa idea positiva, che è partita con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ringrazio, e che il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha portato avanti. Mi pare davvero importante che si introduca questo appuntamento dedicato alla cultura”, ha sottolineato il ministro.

 

“Il patrimonio culturale è continuamente minacciato ed è un bene prezioso che va sempre e comunque tutelato. Oggi è minacciato dal terrorismo ma anche dalle catastrofi naturali. La comunità internazionale si impegna per proteggere e tutelare questo patrimonio”, ha detto ancora Franceschini, evidenziando come il G7 Cultura di Firenze sia il primo a carattere tematico e assuma quindi una valenza storica. “I Paesi del G7 hanno discusso temi importanti legati alla cultura -ha spiegato il ministro – è stata una discussione ricca e approfondita con stimoli e spunti interessanti”.

 

“La conoscenza, la cultura è il miglior antidoto alle paure di questi tempi, alla paura della diversità e anche alla paura degli stranieri”, ha detto il ministro che ha citato le parole di Umberto Eco “la cultura è sempre portatrice di conoscenza”. Sempre Eco ammoniva che i conflitti e le guerre del passato sono sempre scoppiati per mancanza di conoscenza tra i popoli e le culture.

 

Parlando con i cronisti al suo arrivo a Palazzo Pitti, Franceschini ha ricotrdato “l’ipotesi di invitare i prossimi paesi che organizzano il G7 a continuare con un evento che sia il G7 Cultura”. Sul tavolo dei ministri, ha sottolineato, “ci sono dei temi di straordinaria attualità: la tutela del patrimonio culturale che nel mondo è minacciato dal terrorismo, dalle calamità naturali, dalle guerre e quindi l’obbligo della comunità internazionale di intervenire per tutelarlo; c’è il tema della cultura come strumento di dialogo fra i popoli in un momento in cui si alzano più barriere invece che costruire ponti. Quindi davvero mi pare importante che ci sia un confronto fra i paesi del G7”.

 

Il progetto dei “caschi blu della cultura fa parte di questo ragionamento, fa parte del confronto” tra i ministri dei sette Paesi. “Siamo riusciti con un’iniziativa italiana e francese ad avere l’approvazione unanime di una risoluzione delle Nazioni Unite che impegna a prevedere che nelle missioni di peace keeping ci sia anche una parte destinata alla protezione del patrimonio culturale – ha concluso Franceschini – C’era nella precedente risoluzione dell’Unesco sulle task force nazionali, stiamo andando avanti. I ‘caschi blu della cultura’ sono un’idea di cui ci sarà sempre più bisogno nel futuro”.