“Oggi inauguriamo la festa Nazionale della cultura del PD e lo facciamo in una regione quale l’Umbria, ricca, come il resto del nostro Paese, di un patrimonio culturale, architettonico, paesistico e naturalistico unico al mondo”.
 
“La cultura è sviluppo e il Governo Renzi ne ha fatto uno degli assi portanti della sua azione, considerandola elemento fondamentale per la crescita morale e materiale del nostro Paese. Un bene su cui è necessario investire. Il nostro patrimonio culturale vive con noi, ci accompagna e ci informa della nostra storia e proprio per questo dobbiamo essere in grado di capire come preservarlo per tramandarlo nel tempo. Una risorsa quasi inesauribile che richiede però attenzione”.
 
“Proprio per questo i lavori della Festa si apriranno con una riflessione sul paesaggio, sui nostri territori e sulla necessità di valorizzarli e tutelarli sempre di più. La difesa del territorio passa anche attraverso il rilancio degli strumenti per conservare e per rendere fruibili e accessibili gli inestimabili tesori artistici contenuti. Non si tratta di spese ma di investimenti con ricadute enormi in termini di vivibilità e di cultura. Qualcuno disse che con la cultura non si mangia, la storia ha sempre dimostrato il contrario. Ecco, il nostro obiettivo è quello di spiegare come investire in cultura, nel senso più comprensivo del termine, sia un investimento per il nostro futuro e per quello delle generazioni a venire”.
 
“Ne parleremo illustrando, nel corso dei prossimi dibattiti, il contributo rilevante dato in questo senso dall’art bonus, strumento sempre più efficace per la collaborazione tra pubblico e privato per valorizzare il nostro patrimonio. Toccheremo poi i temi della cultura e dell’innovazione (con l’intervento del ministro Franceschini la sera dell’8 settembre), dei nostri borghi e dei nostri centri storici: tra vivibilità e assenza di regole. Proseguiremo affrontando la questione degli spettacoli dal vivo, a cui serve una nuova legge quadro a cui peraltro sta lavorando il Governo, concludendo con un dialogo con Brunello Cucinelli sul Belpaese”.
 
“Tutto questo nella cornice della discussione sulla riforma costituzionale che può dare al Paese quel cambiamento che aspettiamo da tempo. E che questa volta può rappresentare la volta buona. Infatti sempre l’8 settembre con Lorenzo Guerini ragioneremo del SÌ e delle sue motivazioni”.
 
Informati sul programma della Festa Nazionale della Cultura.