“Il consigliere Rai Carlo Freccero, espressione in Cda del Movimento 5 stelle, dice in un’intervista al “Qn”  che il Tg3 sarebbe schierato per il No al referendum. Sono passate diverse ore dalla pubblicazione dell’intervista, non sono arrivate né rettifiche né smentite. Perché la testata, la direzione e la redazione non annunciano querela nei confronti del consigliere Rai?”.
 

È quanto scrive il segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, nella sua pagina facebook.
 
“È accettabile venire etichettati come un tg che addirittura si schiera per una ben precisa posizione in una questione che riguarda esclusivamente la libera scelta dei cittadini? È accettabile che un tg pagato dai soldi del canone di tutti gli italiani venga considerato alla stregua di un organo di partito che si schiera con uno o un altro soggetto in campo? I giornalisti che con grande professionalità fanno il proprio lavoro al Tg3 dovrebbero valutare se non sia il caso di prendere le distanze da una visione del genere, che danneggia innanzitutto la testata”.
 
“Ci manca solo che i telegiornali Rai vengano trasformati in sostenitori di una parte piuttosto che un’altra. Anche il presidente della Vigilanza Roberto Fico (M5s), sulla stessa linea di Freccero, con le sue dichiarazioni sostiene la tesi secondo cui ci sarebbero testate e giornalisti schierati per l’una o l’altra posizione nella campagna referendaria. E questa sarebbe la considerazione che hanno della Rai e del giornalismo coloro che a parole dicono di voler allontanare la politica dal servizio pubblico?”.