«Soddisfazione per l’ingresso della misurazione del Bes nel Documento di economia e finanza. Il modello di sviluppo basato sulla qualità della crescita è quello su cui il Pd, con Matteo Renzi in primis, sta puntando. E a livello locale, nelle città dove governiamo ci impegneremo a misurare sempre più lo sviluppo delle città attraverso gli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile». Così il responsabile enti locali Pd e sindaco di Pesaro Matteo Ricci, che su Bes e misurazione della qualità della crescita sta lavorando da tempo come amministratore nelle sperimentazioni, anche in sinergia con l’Istat.

«La qualità della crescita sarà una sfida politica per il Pd. Del resto le prossime elezioni saranno caratterizzate da proposte sostenitrici di una visione di sviluppo sovranista, portata avanti dai populisti. Con la politica dei dazi e dei muri che però fa danni all’Italia: un Paese che esporta e sul mare Mediterraneo». O ancora, osserva, «dalla formula confusionaria della ‘decrescita felice’, che in verità è infelice, sostenuta dal M5S. Il partito di Grillo, infatti, vede nella decrescita un dato di fatto del Paese. Tant’è che le uniche proposte di quel fronte si contraddistinguono per la portata assistenzialista».

Oltre queste due «idee sbagliate» del futuro, continua Ricci, «c’è la nostra, che pensa allo sviluppo dell’Italia puntando sempre più sulla qualità della crescita. Con più investimenti e minore tassazione per una crescita più sostenuta, perché l’uno per cento è importante ma non sufficiente. Con maggiore protezione per i più deboli, vedi le risorse messe su povertà e legge ‘dopo di noi’. Con la cultura al centro, rimarcando che per ogni euro investito in più in sicurezza ci deve essere un euro in più investito in cultura. Come elemento essenziale della qualità della crescita».

Ma Ricci cita anche «i temi ambientali, la politica energetica sostenibile, l’urbanistica con le trasformazioni all’interno del ‘costruito’. I 2 miliardi e 100mila euro per la riqualificazione delle periferie, in questo senso, sono anche una grande politica sociale nuova. Così come gli investimenti su istruzione e ricerca, o quelli sull’alternanza scuola-lavoro». Aspetti che, secondo Ricci, «dimostrano che nella testa del Pd c’è l’idea di uno sviluppo sempre più improntato sul disegno del Bes, vedi i temi collegati al ‘made in Italy’ e alla valorizzazione del genio italiano nel mondo. C’è la visione che l’Italia competerà nel mondo sugli aspetti legati alla qualità della crescita. A maggior ragione, ora che il Bes finalmente è stato inserito nel Def, dobbiamo misurare sempre più lo sviluppo del nostro Paese con i suoi indicatori. Anzi: dovrà diventare insieme al Pil e all’occupazione l’indicatore principale da seguire. Se migliorerà negli anni, significherà che saremo cresciuti in termini di qualità. Una sfida da raccogliere».

Per questo, conclude, «come Pd, a livello locale, vogliamo fare diventare le città che governiamo laboratorio nazionale. Misurando la crescita delle città amministrate attraverso il Bes».