«La dimensione economica è un aspetto marginale rispetto all’impegno sociale che caratterizza i soggetti del Terzo settore. Le nuove norme dovranno tenerne conto, altrimenti si rischia di “uccidere” le realtà più piccole, che svolgono attività preziose sul territorio». A dirlo è il sottosegretario al Welfare, Luigi Bobba, che sta seguendo personalmente l’attuazione della riforma.
 
Quindi,nel processo di riordino, come tutelare le specificità di alcuni soggetti?
 
«Su un totale di circa 301mila organizzazioni censite dall’Istat il 6o% registra bilanci sotto i 30mila euro. Queste realtà hanno soprattutto bisogno di accompagnamento. E 1’81% del fatturato è prodotto dal 4,5% dei soggetti.La sfida più grande è stare attenti a non sfavorire le associazioni minori, che di fatto compongono il “corpo principale”».
 
Oggi, però, le misure di sostegno sono disperse in tanti rivoli normativi. Come renderle più incisive?
 
«Uno dei decreti più complessi a cui stiamo lavorando, così come quello sul restyling del 5 per mille, prevede la stesura di un Codice unico del Terzo settore: l’obiettivo è il riordino del complesso insieme di normative civilistiche e fiscali in vigore. Nel corso degli anni, ogni volta che nasceva un nuovo soggetto, il legislatore gli attribuiva delle agevolazioni, senza una coerenza complessiva».
 
Quali criteri guideranno la semplificazione?
 
«Il nuovo Codice sarà incentrato sulla nuova figura dell’ente del Terzo settore e modulato su tre grandi “famiglie” di soggetti: le associazioni a base volontaria con prevalente finalità solidaristica, il cui impegno è rivolto alla collettività; quelle con finalità mutualistica, il cui impegno è rivolto agli associati; e l’impresa sociale. Tutti gli enti esistenti confluiranno in un Registro, in cui potranno optare per la sezione speciale più adatta. Le sezioni saranno modulate in base al tipo di attività».
 
I tempi sono stretti: mancano poco più di tre mesi per approvare l’intero pacchetto. Ce la farete?
 
«Certo, ce la faremo. Il Governo intende portare a termine il lavoro».
 
Quindi, dopo il decreto sul Servizio civile nazionale appena approvato, quali saranno i prossimi passi?
 
«E già pronto per essere approvato dal Consiglio dei ministri, il prima possibile, il decreto sul sostegno alle reti associative, che riforma i Centri di servizio per il volontariato. Verranno riconosciuti e sostenuti con nuove risorse, in cambio dell’assunzione di nuovi compiti. Verrà loro attribuito un ruolo cosiddetto di “revisore sociale”, quindi anche di controllo sui bilanci delle associazioni, per le quali continueranno a svolgere tutta una serie di servizi. Anche il decreto sull’impresa sociale è pronto, richiede solo il concerto di diversi ministeri».
 
E per le imprese sociali arriveranno benefici fiscali?
 
«È prevista una norma simile a quella per le start up innovative, per facilitare gli investimenti».