“Molto bene l’approvazione del decreto Minniti in materia di immigrazione. Con un approccio pragmatico il ministro ha accolto le proposte dei sindaci, tenendo insieme rigore e solidarietà”. Così il responsabile nazionale Enti locali Pd, Matteo Ricci.

“Il provvedimento introduce nuovi meccanismi che accorciano le procedure per la richiesta del diritto d’asilo. Non solo: con la nascita dei nuovi Cpr si pone il problema del rimpatrio della parte sicuramente minoritaria ma più problematica dei migranti. Aspetti positivi anche sull’accoglienza diffusa, perché gruppi troppo grandi in comunità troppo piccole rendono la gestione del fenomeno molto complicata per chiunque”.

Altro punto a favore, secondo Ricci, “la possibilità per i richiedenti di svolgere lavori di pubblica utilità volontari. Una modalità che facilita l’integrazione, consentendo ai profughi di raccontare la storia da cui scappano. Attutendo le tensioni con i cittadini, perché è anche una forma per ricambiare volontariamente l’accoglienza dell’Italia e delle comunità locali. Sappiamo che la questione è molto più grande di noi. Ma con questo meccanismo abbiamo più strumenti per gestire il fenomeno nelle nostre città”.

Bene, per il responsabile Enti locali Pd, anche i tentativi d’accordo con i Paesi africani, “in particolare con la Libia, perché è evidente che per ridurre i flussi bisogna attuare intese con i Paesi da cui i profughi partono e dove operano gli scafisti. La politica dei muri, tanto cara ai piccoli Trump italiani, fa dei danni in particolare all’Italia. Perché chi non otterrà il diritto d’asilo e non sarà rimpatriato con più difficoltà seguirà il flusso del lavoro verso il nord Europa, rischiando di rimanere in Italia da clandestino”. Quello dei dinieghi, dunque, “è il problema nuovo che si è aperto: non dipende dall’Italia, ma dalle nuove politiche alle frontiere. Siamo una penisola sul mare Mediterraneo e chi inneggia ai muri, in realtà, non vuole gestire il problema, ma aggravare la situazione nel Paese”.