“Personalmente l’approvazione del disegno di legge sui reati ambientali ha segnato l’ideale continuità di un impegno che avevo assunto in un luogo tragicamente martoriato dall’inquinamento, la cosiddetta Terra dei Fuochi: prevedere sanzioni più serie per le persone che aggredivano l’ambiente e la salute”. Lo afferma al Quotidiano nazionale, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

“Sinora – spiega – si mettevano sullo stesso piano illeciti di carattere poco più che formale e illeciti che invece avevano creato vere e proprie forme di devastazione del territorio,
uniformati nella categoria dei reati contravvenzionali, con la conseguenza ulteriore di tempi di prescrizione molto brevi. Ora, non più”.

“Nel caso dell’Eternit – spiega Orlando – la prescrizione è stata dichiarata perché il cosiddetto ‘disastro innominato’ è un delitto di condotta. I nuovi delitti di inquinamento e disastro sono costruiti come ‘delitti di evento’. Dal verificarsi di questi eventi, che siano pregiudizio alla salute delle persone o danni all’ambiente, decorrono i termini di prescrizione. Con la nuova norma la decorrenza sarebbe stata datata dagli eventi causati dalla condotta. Quindi dai danni alla dimensione ambientale e alla salute. Presumo che con una costruzione di questo genere, quel processo avrebbe avuto una storia
significativamente diversa”.

“Noi crediamo – aggiunge il ministro – che le nuove norme non siano da considerare contro l’impresa ma siano, anzi, a tutela delle imprese corrette, che rispettano la legge e sopportano oneri significativi per lo smaltimento dei rifiuti e la depurazione. Non solo, si prevede che tutta una serie di reati che hanno una matrice prevalentemente di carattere formale possano essere estinti con condotte di carattere riparatorio”.