La Cassazione conferma ciò che il Partito Democratico ha sempre provato a spiegare durante il confronto, anche duro, che si è svolto sulla legge 107.

 

La Buona scuola non è la risposta ad una sentenza europea che “impone” una stabilizzazione di chi lavora nella scuola da 36 mesi, ma una solida volontà politica del governo Renzi di restituire dignità al lavoro degli insegnanti, sottraendoli alle condizioni di precarietà a cui erano stati condannati dai precedenti governi.

 

Il piano straordinario di assunzioni di oltre 100.000 insegnanti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento prima, e il nuovo concorso per gli insegnanti abilitati dopo, sono stati gli strumenti che con un investimento di 3 miliardi di euro hanno dato una robusta risposta al precariato storico.

 

Ma sarà soprattutto con l’attuazione della delega sul nuovo sistema di formazione iniziale e reclutamento contenuta nella legge 107 che il sistema scolastico riuscirà ad arrivare ad una definitiva stabilizzazione, garantendo la continuità didattica che serve agli studenti, offrendo ai migliori laureati del nostro Paese che sognano di fare l’insegnante, un percorso chiaro per approdare in modo stabile alla professione senza dover passare da una estenuante precarietà.

 

Sarà la fase transitoria che accompagnerà il passaggio tra i due sistemi a garantire la risposta che serve a chi oggi è ancora precario.