“Sento insistentemente parlare di nuove e imminenti nomine in Rai. Non so se sia vero. Per quello che mi compete, penso sia sbagliato che la politica entri nel toto-nomi. La Rai deve fare le sue scelte in autonomia. Detto questo, voglio ribadire con forza quanto anche i vertici aziendali hanno detto più volte: prima vengono i progetti editoriali, poi i nomi ad essi più congeniali. Sarebbe un passo falso incomprensibile se non ci fosse o si invertisse questa consequenzialità. La Rai vive un momento decisivo, qualunque passo falso è esiziale per la sua credibilità, il rilancio dell’azienda ed il suo rapporto di fiducia con i cittadini. Penso con forza che sia venuto il tempo di un radicale ripensamento dell’informazione in Rai. L’organizzazione attuale risale alla prima repubblica, a un mondo che non c’è più. Penso, come detto ad un recente Convegno del Pd, che si dovrebbe lavorare speditamente ad un’unica newsroom, per rilanciare all-news e approfondimento e rafforzare l’autorevolezza e l’innovazione del servizio pubblico. Dal mio punto di vista, la soluzione ottimale sarebbe intraprendere la strada della newsroom unica e sulla base di questa sfida scegliere un nome all’altezza, valorizzando dentro un progetto complessivo tutte le voci più autorevoli dell’informazione Rai. In tutti i casi, prima il piano e poi le persone. Ed é prerogativa della Commissione di Vigilanza vedere il piano dell’informazione prima della sua attuazione ed esprimersi in merito. Per questo è urgente che appena pronto il piano, i vertici aziendali vengano auditi in Vigilanza”. Lo dichiara Francesco Verducci, senatore del Pd e vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai.