Quando si vota?
 
«Prima possibile, appena la legge elettorale lo consente».
 
Presidente Ettore Rosato, il passare del tempo è ancora il grande nemico di Renzi? O l’ex premier si è iscritto al partito del non-voto?
 
«Naturalmente rispettiamo e rispetteremo le indicazioni che il presidente della Repubblica ha dato, ma la linea del Pd non cambia. Il nostro interesse è non perdere tempo per il sistema Paese».
 
Il governo perde tempo?
 
«No, sta usando al meglio il tempo che ha davanti. In una situazione di così grande incertezza noi valutiamo come più utile andare al voto, per dare stabilità all’Italia».
 
Gentiloni sta scaldando la poltrona a Renzi?
 
«Niente affatto, tra loro c’è totale sintonia, nella continuità delle riforme messe in campo. Si lavora insieme perché, nella prossima legislatura, il peso del Pd nel governo sia maggiore e non minore».
 
Il governo Gentiloni è già in scadenza?
 
«Si può stare tanto a Palazzo Chigi facendo poco e ci si può stare poco, facendo molto. Non diamo scadenza al governo perché non spetta a noi, ma questo tempo che Gentiloni ha davanti vedrà la sua agenda sempre fitta. Ricordo soltanto la riforma della Giustizia, i temi delle banche e il testamento biologico, che sarà in Aula a fine mese e che speriamo di poter approvare almeno in prima lettura alla Camera».
 
Elezioni a giugno?
 
«Aspettiamo la sentenza della Corte costituzionale sull’Italicum. Solo allora capiremo con che legge elettorale si può andare a votare e, di conseguenza, quando. Ma le date competono solo al presidente Mattarella».
 
Sala consiglia di concludere la legislatura. Sbaglia?
 
«Capisco la preoccupazione di Beppe Sala, ma per noi la valutazione dell’interesse del Paese viene prima di tutto».
 
Il partito del non-voto diventa sempre più numeroso. Con quali armi Renzi può sconfiggerlo per portare il Paese a elezioni anticipate?
 
«Il partito del non voto esiste sicuramente, è molto ampio e affollato di protagonisti che, utilizzando la questione della legge elettorale, vogliono rimandare il voto il più possibile. Solo noi vogliamo votare subito e, a parte la Lega, siamo abbastanza isolati».
 
La minoranza non crede all’autocritica di Renzi e non vede alcun «bagno di umiltà».
 
Per Gotor il leader è Fonzie in «Happy Days».
 
«Vedo in alcuni colleghi poco senso della misura, di appartenenza e di lealtà».
 
Berlusconi nell’intervista al Corriere auspica una convergenza con voi sulle regole. Si è riaperto un dialogo, come ai tempi del Nazareno?
 
«Non c’è nessun dialogo, Brunetta infatti continua a dire che non si parla con il Pd prima della Consulta. Noi non vogliamo proporzionale e larghe intese, ma Italicum o Mattarellum, un sistema che il Pd ha approvato all’unanimità. È la nostra linea da sempre».
 
Non è vero che Renzi ha offerto a Berlusconi il sistema proporzionale in cambio delle urne a giugno?
 
«Nessuno scambio, noi siamo da sempre alternativi a Forza Italia. Se il Parlamento dovrà intervenire sulla legge elettorale lo faremo coinvolgendo tutti i partiti. Il M5S? Al di là della polemica che fanno, mi sembra che anche loro vogliano mettere mano alla legge elettorale del Senato».
 
È contento della convalescenza lampo di Gentiloni?
 
«Molto. E penso vada ringraziato per la carica che ci sta mettendo. Altri avrebbero chiesto un periodo di pausa, mentre lui mostra di avere tanta energia, anche nel chiudere provvedimenti importanti».