“Prima il caso della ragazza data a fuoco in Provincia di Messina che difende l’ex e ora una ragazza di Rimini alla quale è stato gettato dell’acido addosso. Siamo di fronte ad una deriva violenta dell’universo maschile che però mostra una pericolosa complicità delle donne che non denunciano i propri aguzzini, consentendogli di spingersi fino a gesti estremi. L’anno scorso sono morte 116 donne per mano degli uomini, una ogni tre giorni. Una statistica vergognosa che mette in evidenza un problema educativo nel rapporto tra i generi”. Lo ha dichiarato Micaela Campana, responsabile Welfare e diritti della segreteria nazionale del PD.

“C’è un problema formativo se si accetta di vivere in un contesto relazionale così tossico, pensando che sia normale. Rimane fuori dal conteggio delle vittime tutte quelle donne che pur sopravvivendo alla violenza portano addosso i segni evidenti di essa e quei circa 1600 orfani di femminicidio, considerati vittime di secondo livello. – Conclude la deputata – I numeri sono quelli di un’emergenza sociale e come tale va affrontata, rafforzando le campagne di sensibilizzazione, dando più fondi e strumenti ai centri antiviolenza presenti sul territorio, e moltiplicando i luoghi di ascolto, formazione e discussione”.